Nella grande aula dei Mercati di Traiano - via IV Novembre 23, dalle ore 20 - verranno rappresentati stasera, domani sera e mercoledì, studi su 'Antigone' di Bertolt Brecht e la lettura scenica di 'Dritto all'inferno', testo appena composto da Ubaldo Soddu.
É la prima tappa del progetto 'La guerra, l'inferno, la sopravvivenzà che comprende, come una tetralogia, l'analisi e rappresentazione scenica di quattro testi teatrali: 'Antigone' di Bertolt Brecht, 'a porte chiuse' e 'Morti senza Sepolturà di Jean-Paul Sartre e "Dritto all'inferno" di Ubaldo Soddu.
Tre grandi classici del Novecento con una coda, sul modello del dramma satiresco, legata alla prima esecuzione di un testo contemporaneo.Scopo del progetto è di approfondire i temi in oggetto confrontando una guerra in corso, nella realtà globale dei nostri anni, con tragedie del passato e situazioni angosciose ove l'individuo lotta per l'esistenza, per affermare la libertà di pensiero, il suo modo di credere e sentire trovandosi mano mano sopraffatto da forze che programmano, in maniera sempre più raffinata e arrogante, azioni di distruzione e di morte.
Nella varietà dei testi e nella diversità di approccio agli argomenti, si pensa possa venir valorizzato il ruolo del teatro che, per meglio investigare sugli avvenimenti della realtà, costruisce interpretazioni originali sul mito, adatta elementi della storia contemporanea, inserisce intuizioni metafisiche o fantastiche e immagini alternative alla deriva degli eventi.
Spinto alla sua essenza di metafora assoluta, il teatro provoca così, oltre all'emozione, discussione e dibattito, attirando gli spettatori per i riferimenti a passato e presente, coinvolgendoli in un gioco di rimandi e riflessi, di argomenti del possibile, che spinge a misurare il contemporaneo traverso l'introspezione, l'ironia e il paradosso.
Antigone secondo Brecht, ovvero quando il teatro antico diventa una riflessione sulla società contemporanea.
Scritto dall'autore nel 1948, dopo il ritorno in Germania dall'esilio statunitense, il testo, basato su una traduzione di Hölderlin evocativa e visionaria, appare come una incisiva testimonianza sulla potenza distruttiva della guerra.
Di quel conflitto, Creonte (Sandro Lombardi) è sovrano, mentre Antigone (Chiara Muti) è l'eroina pacifista e ribelle che vi si oppone e Tiresia è l'osservatore acuto e attento dei fatti.
I personaggi sofoclei ci sono tutti, ma assumono caratteri ben precisi e funzionali alla poetica brechtiana, basata sul "teatro epico", ovvero su un teatro in grado di suscitare la discussione, di muovere le coscienze e da osservare con distacco e senso critico.
Ne scaturisce un dramma che mantiene uno stretto legame con l'originale riguardo alla concezione antica della scena: un luogo dove porre domande e cercare risposte, spettatori, drammaturghi e attori insieme.
Jean Paul Sartre, premio Nobel nel 1963, ambientò "a porte chiuse", atto unico scritto nel 1945, dopo l'orrore e lo scempio della seconda guerra mondiale.
Tre personaggi si incontrano in un luogo che apprendiamo essere l'inferno. Il giornalista brasiliano José Garcin, l'impiegata Ines Serrano e la signorina Estella Rigoult - che a poco a poco si rivelerà una femme fatale cinica e senza scrupoli - sono infatti morti, o meglio, "assenti" come preferiscono definirsi.
Il perché siano finiti proprio all'inferno, in effetti, sembra proprio che nessuno sappia spiegarselo.
Ma a poco a poco, attraverso un confronto reciproco sempre più crudele, la verità viene a galla. Apprendiamo così che tutti si sono macchiati di crimini reali o di violenze e sadismi psicologici, che forse sono ancor peggio di un vero omicidio.
Fra di loro, nel breve spazio della piéce, nascono rivalità e si stringono momentanee alleanze, strumentali solo a mettere all'angolo il terzo escluso.
Un vero e proprio e gioco al massacro nel corso del quale ognuno si rivelerà per quello che realmente è, o è stato, e allo stesso tempo prenderà atto di quanto sia ormai lontana la vita di un tempo.
Comprenderà come, laggiù sulla terra, le illusioni si spengono, le speranze e le attese muoiono nei discorsi di coloro che si sono lasciati alle spalle

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