Va in scena l'Anfitrione di Plauto

Appuntamento con il classico. La compagnia sperimentale del Teatro Boni di Acquapendente mette in scena "L'Anfitrione" per il Teatro Diffuso.
Questa sera a Gradoli presso il Palazzo Farnese e domani sera a Onano presso Il Cantinone, sempre alle ore 21, l'Associazione Te.Bo presenterà al pubblico la commedia brillante di Plauto che ha per protagonisti gli dei.
Il titolo "Anfitrione" prende spunto da uno dei protagonisti, il comandante dell'esercito tebano, mentre gli altri personaggi sono Giove e Mercurio, i mortali Alcmena e Sosia, rispettivamente moglie e servo di Anfitrione, oltre a due personaggi di contorno: il pilota Blefarone e la serva Bromia.
Lo spirito comico non viene mai meno, nemmeno quando tutto sembra precipitare nel tragico. Giove si innamora di Alcmena, sposa al generale Anfitrione che è in guerra. Sostituendosi al generale la mette incinta, mentre essa già è incinta del marito. Mercurio, per aiutare Giove, si sostituisce a Sosia, servo di Anfitrione. Ne nasce una gran confusione che solo gli dei potranno sciogliere, proprio loro che l'hanno creata. Amphitruo è un classico esempio di quella che viene chiamata commedia degli equivoci, una tecnica teatrale collaudatissima basata sulla confusione, in questo caso creata tra i personaggi umani e le divinità che ne hanno assunto le sembianze.
La somiglianza tra gli attori che dovevano rappresentare due personaggi, l'uno la copia dell'altro, era resa con delle parrucche e degli accessori e forse aiutata dalle maschere.
Differenti sono, in questo caso, i pareri tra gli studiosi. Le maschere erano sicuramente utilizzate nel teatro greco, mentre forse non erano adatte al teatro plautino, che faceva grande affidamento sulla mimica facciale.La differenza tra il dio e l'uomo era ben visibile comunque allo spettatore: all'attore che impersonava Mercurio spuntavano due ali dal cappello, mentre Giove era munito di una catenella d'oro (il pubblico ne era stato avvertito nel prologo).
La regia dello spettacolo è di Cesare Cesarini, la scenografia di Gino Copelli; gli interpreti sono Andrea Brugnera, Cesare Cesarini, Loriano Ronca, Nadia Tizzi, Serena Tini, Silvia Araceli.
Domattina e nella mattinata di domenica, dalle ore 11 alle ore 13, a Gradoli presso il Palazzo Farnese Cesare Cesarini terrà un laboratorio su
"Attore & voce nel teatro antico"
: il panorama storico del Teatro Antico e del Teatro Romano; il ruolo del drammaturgo come protagonista letterario e come osservatore politico; il mestiere dell'attore ai tempi di Tito Maccio Plauto; attualità del testo antico; tragedia, commedia, tragicommedia; tecniche dell'attore, la voce, emissione e impostazione; letture di brani tratti da testi del teatro antico.

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