La Social Card che ... di Sociale ha poco

"La social card per i pensionati? Si tratta soltanto di una grande presa in giro."
Descrive così l'iniziativa del Governo Giovan Battista Martinelli, segretario provinciale dello Spi - Cgil (sindacato pensionati) di Viterbo.
L'opinione di Martinelli nei confronti di quelle che definisce "tessere della povertà", non è certo positiva.

"Sembra di essere tornati indietro nel tempo - afferma il segretario - quando ai meno abbienti veniva concessa la tessera del pane.
Ma la cosa peggiore è che i dati rilevati attestano il riscontro poco efficace dell'iniziativa."
"Nel Viterbese - spiega Martinelli - sono state erogate dalle Poste 2107 social card. Tuttavia, sono risultate effettivamente attive, e quindi utilizzabili, solo 1432. Su un totale (per il Viterbese) di 89.538 anziani, a circa 56.000 viene erogata la pensione al trattamento minimo (tra 0 e 516 euro), e solo 2107 di queste persone hanno ritirato la tessera sociale (di cui solo poco più della metà è carica)."
"Purtroppo, infatti, molte persone - spiega il segretario Cgil - sono andate presso uno dei supermercati che aderiscono all'iniziativa nelle nostre zone, e solo al momento del pagamento alla cassa si sono resi conto del fatto che la loro social card non era attiva.
A quel punto molti, provando ovviamente vergogna per l'accaduto, sono stati costretti a riporre la merce negli scaffali.
Un autentico scandalo."
Nella Tuscia gli esercizi commerciali convenzionati nei quali è possibile pagare con la social card, sono davvero pochissimi ed ai pensionati non viene nemmeno consegnato un elenco aggiornato di questi esercizi.
Il modo più utilizzato per sapere dove accettano la tessera rimane il passaparola. Se un pensionato di un paesino della provincia, in cui non ci sono centri convenzionati, decide comunque di utilizzare la card, deve mettere in conto anche i soldi della benzina per raggiungere il punto vendita più vicino.
"Va inoltre sottolineato il fatto - afferma Martinelli - che sono stati esclusi dall'assegnazione della card, tutti i pensionati invalidi civili e certamente non si riesce a vedere in questo un grande intervento a favore dei più deboli.
Inoltre, essendo un'iniziativa destinata a soggetti che per forza di cose hanno un'età avanzata (oltre i 64 anni), spesso non sono nemmeno molto capaci nell'utilizzo della stessa: basti pensare all'inserimento del pin."
Inoltre i pensionati viterbesi non hanno certo ricevuto, a dispetto delle altre province del Lazio, un buon trattamento.
Su Frosinone ad esempio sono state distribuite 4899 social card, di cui 3249 cariche. A Latina le tessere rilasciate sono state 6138, delle quali ben 4427 cariche. Per i pensionati di Roma sono state messe a disposizione 37.763 card, delle quali oltre 27mila attive.
Rieti infine ha distribuito le tessere a 1059 persone ed erano cariche 733. Gli anziani della Tuscia sperano quindi in un rapido sblocco delle social card non ancora utilizzabili, perché, anche se i soldi contenuti nella tessera non sono tanti, un vecchio detto popolare risulta comunque efficace: "tutto fa brodo"
Elisa Bertuccini
Corriere di Viterbo Mercoledì 28 Gennaio 2009

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