Una scoperta che getta nuova luce sulla storia del territorio vetrallese.
Sono stati ritrovati presso l'Archivio di Stato i documenti sul campo di concentramento di Vetralla che al momento della sua costituzione risultava essere il terzo in Italia e il primo nel Lazio per numero di prigionieri di guerra.
a fare la scoperta la Cooperativa il Ventilabro e la delegazione vetrallese di Codici (Centro per i diritti del cittadino).
Il campo, poco o affatto segnalato da studi e ricerche, era destinato ai sottufficiali e alle truppe catturati nei territori occupati dalle forze armate del governo Mussolini durante la Seconda guerra mondiale.
E a pieno regime arrivò a contenere 3.300 reclusi, probabilmente tutti di nazionalità inglese.
"Una ricerca - spiega l'assessore Postiglioni - che Comunità montana dei Cimini e Comune di Vetralla avevano dato mandato di effettuare alla società Viva onlus più di otto mesi fa e i cui risultati saranno presentati ufficialmente il 27 gennaio prossimo (Giorno della memoria) in una conferenza che si terrà nel palazzo comunale di Vetralla alla presenza del professo Osbat."
Dai documenti vengono alla luce anche le storie dei soldati internati.
Come quella della fuga di un prigioniero britannico che il 5 ottobre 1942 rubò una bicicletta e, indossando i panni di un contadino, si recò dal ministro inglese presso la Santa Sede per chiedere assistenza.
"Quella del campo di concentramento di Vetralla, ridotto oggi a pochi edifici sparsi per le campagne della frazione di Mazzocchio, è una realtà che nel corso degli anni rischiava di essere dimenticata per sempre pur rivestendo un ruolo fondamentale nella storia e nella memoria del territorio; una storia- dichiarano Daniele Camilli e Roberta de Vito, autori dei ritrovamenti - alla quale oggi si aggiunge un pezzo importante per capirne il ruolo avuto durante il secondo conflitto mondiale."
I lavori del campo eseguiti dal Genio militare per recludere circa 4mila internati, furono avviati nell'aprile del 1942 per essere poi completati il primo luglio aprendo le porte della prigionia a 250 anglosassoni ai quali si aggiunsero, nel novembre successivo, altri 1.656 detenuti.
Quando il campo vetrallese entrò in funzione, in Italia i luoghi di detenzione per prigionieri di guerra erano in tutto 45 (4 nel Lazio).
Tuttavia, forse dinanzi alla prospettiva di un'invasione del territorio nazionale, il campo venne chiuso definitivamente il 3 gennaio 1943, essendo stato soppresso il 22 dicembre 1942 e destinato ad altra utilizzazione.
Per visualizzarne le immagini basta collegarsi al sito internet di Codici

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