Dopo aver diretto due film, Segatori si è ritagliato un nuovo ruolo, affidando alla sua compagna d'arte e di vita Paola il compito della regia.
"Legami di sangue" è un film insolito e realista, forse "verista" per la riscoperta di un sud povero in cui la gente si dà ancora battaglia per l'eredità.
"La storia, in parte è stata ispirata da fatti di cronaca - afferma la regista -. Mentre stavamo girando, per esempio, a piazza Armerino c'era un uomo che inseguiva la sorella con un fucile.
Fatti come questo nei paesini non sono rari. Inoltre, abbiamo pensato e scritto la storia sugli attori stessi, alcuni dei quali hanno trascorsi contadini.
Il film tratta di un tema universale che però viene presentato poco al cinema. Nelle famiglie che non hanno grandi risorse il denaro suscita spesso odio e invidie. Ho voluto arrivare fino in fondo con questa storia senza edulcorare, per raccontare, forse in un modo un po' troppo drammatico, la realtà e i sentimenti che spesso portano a cose dure e crude, ma quando alla base c'è l'amore non può che essere così."
"Del mondo contadino in Italia nessuno parla più - confessa Segatori -. Il film è stato girato dal vero, a due ore e mezza di macchina da Roma. Nessuno lo dice, ma ci sono contadini in Italia che vivono in condizioni limite, talvolta senza neppure un bagno.Segatori, perché ha scelto di produrre piuttosto che dirigere un film?
Parlare di queste cose non va di moda, facciamo finta di essere europei, ma in questo film non abbiamo smussato quegli accenti di realismo che possono dare fastidio.
Quello che ci interessava mostrare è che la campagna italiana non è quella del Mulino Bianco e che la realtà non è quella della fiction.
Sì, è vero - aggiunge - in questo film c'è anche un'ispirazione pasoliniana, ma soprattutto c'è la voglia di raccontare cose vere che la cinematografia ufficiale rifiuta."
"Dieci anni fa ho realizzato la mia prima opera, Terra bruciata, ed è stato piuttosto complicato, soprattutto perché il film aveva effetti speciali e scene d'azione spettacolari.
L'opera seconda, Hollywood Flies, è stata invece ancora più dura. C'erano otto produttori, era un film in inglese girato tra il Canada e gli Stati Uniti, e all'ultimo momento RaiCinema si è tirata indietro.
In Italia il film non è mai uscito, mentre all'estero è presente in tutti i Blockbuster. Comunque, queste esperienze mi sono servite e le ho messe a frutto per produrre questo film che rappresenta per me il tipo di opera che vorrei vedere al cinema"
(giu.res.)
Corriere di Viterbo Lunedì 27 Aprile 2009




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