"Egregio Ministro - si legge nella missiva - il sindaco di Viterbo ha annunciato che il prossimo 26 giugno il governo, e per esso il Cipe, si appresterebbe a finanziare la realizzazione a Viterbo di un mega-aeroporto nel cuore dell'area archeologica e termale del Bulicame ed a ridosso di popolosi quartieri della città.La lettera continua ancora passando a setaccio tutte le motivazioni per le quali, secondo il comitato, lo scalo viterbese non andrebbe fatto.
In merito a tale annuncio, e fortemente preoccupata per esso, a nome della sezione di Viterbo dell'associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) con la presente le segnalo ancora una volta quanto segue: in quell'area insistono beni naturalistici, storico-culturali, terapeutici ed economici preziosi e peculiari: devastarli per costruirvi un mega-aeroporto è un crimine."
"La realizzazione del mega-aeroporto - aggiunge - in quell'area avrebbe come conseguenza anche un danno enorme all'economia viterbese, come evidenziato ad esempio dagli agricoltori della zona che giustamente fortemente si oppongono ad esso.Non per ultimo secondo Antonella Litta:
Inoltre la realizzazione del mega-aeroporto in quell'area avrebbe altresì come conseguenza un gravissimo nocumento alla salute, alla sicurezza e alla qualità della vita della popolazione dell'Alto Lazio e in forma parossistica per le migliaia e migliaia di cittadini che vivono nei popolosi quartieri a ridosso dell'area."
"la realizzazione del mega-aeroporto è infine non solo del tutto priva di fondamentali requisiti previsti dalle leggi vigenti, ma è anche palesemente in contrasto con le dirimenti normative europee ed italiane a tutela di ambiente e salute e con i vigenti cogenti vincoli di salvaguardia presenti nell'area."
"Per tutto quanto precede con la presente - conclude - la sezione di Viterbo dell'associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) richiede un suo intervento per impedire che il governo dissipi ingenti fondi pubblici per un'opera palesemente dissennata, concretamente irrealizzabile, evidentemente nociva, distruttiva, illegale"
Corriere di Viterbo Giovedì 25 Giugno 2009











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