In teoria, la recente uscita da Vallerano sembrava andare nell'abbattimento del muro virtuale eretto sui Cimini.
"Visto che la Commissione europea ha respinto la richiesta della Dop per la castagna dei Monti Cimini - aveva scritto il presidente della Associazione Vallecimina, Roberto Colla, promotrice della prima dop - noi che abbiamo già il riconoscimento dell'Ue nell'interesse del territorio e dei castanicoltori siamo disponibili ad analizzare, esclusivamente coi castanicoltori, soluzioni per tutelare produzioni ed economia del territorio."Ma i diretti interessati, il comitato che nel 2006 ha sottoposto a Bruxelles la denominazione d'origine a largo raggio, declinano "l'invito".
"Non c'è stata nessuna bocciatura della commissione europea, ma solo una osservazione. Niente a che fare con la qualità o tipicità del prodotto - rileva Remo Parenti, presidente del comitato per la "Dop monti Cimini" - ma si sottolinea che la castagna di Vallerano, Dop appena riconosciuta, e quelle dei Cimini hanno zone di produzione simili e varietà identiche."Da qui la perplessità degli uffici europei, che non capiscono perchè si chiedano due "dop" per uno stesso frutto. E forse non solo loro.
La storia della doppia dop per un frutto simbolo del Viterbese parla da sola. La vicenda nasce nel 2002, con Vallerano che (rifiutando ogni alleanza con "il resto del mondo") dà il via alla richiesta. Imitata anni dopo dal comitato promotore per gli altri 9 comuni dei Cimini.
"Ma la Dop è legata a un disciplinare - dice ancora Parenti - e solo chi ha i requisiti può averla. È nostro diritto di produttori poter scegliere, non essere scelti da altri per poter essere nella dop."E aggiunge che l'obiettivo è quello di ottenere il proprio marchio:
"Solo a quel punto si lavorerà all'unificazione, perchè noi abbiamo gli stessi requisiti di Vallerano. Anzi, ne abbiamo nove decimi"; il riferimento è ai comuni che entrerebbero nel regolamento della dop Cimini.
"Una seconda dop per uno stesso prodotto, con identiche caratteristiche, non può essere concessa. Per cui quella arrivata da Bruxelles è già una bocciatura - assicura Colla nella controreplica - ed è per questo che la Vallecimina è disponibile alle proposte di allargamento del disciplinare della propria Dop ad altri produttori. E sottolineo soltanto produttori."Altro che i nove comuni dei Cimini, insomma. Così il tifo per l'uno l'altro si riaccende: se Vallerano rivendica la primogenitura in materia, con il comitato di Parenti si allineano altri soggetti. Come la Comunità montana ("Auspichiamo la dop unica") e la Coopcast di Canepina ("Le divisioni sulla dop sono volute da amministratori locali legati a interessi particolari"). In attesa della prossima puntata.
G.Re.
Il Messaggero Giovedì 24 Settembre 2009




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