Concepita come ribalta per le nuova creatività oggi e domani sono gli ultimi giorni per visitare la prima edizione di "Arti in Fest", la nuova rassegna dedicata alle arti visive, vale a dire alla fotografia dell'era digitale, alla pittura, alla scultura e al design.
Fra gli obiettivi dell'iniziativa c'è in primo luogo quello di creare una nuova sensibilità al bello, di rendere cioè familiare alla gente comune l'arte dei nostri giorni. Specie quella che può apparire più astrusa e meno comprensibile. O comunque lontanissima dai canoni di bellezza correnti. Largo spazio sarà per questo riservato ai talenti emergenti, alle sperimentazioni, agli artisti di notevole caratura e tuttavia ignorati dai media, alle voci insomma fuori dal coro.
Questo è almeno l'intento perseguito dal curatore, Gianni De Mattia, nell'allestimento e nella selezione degli artisti che saranno chiamati a farvi parte.
L'evento si articola in una serie di esposizioni tematiche che avranno luogo in due fra i più suggestivi siti architettonici, come il Chiostro di S.Agostino ed il Castello Orsini, torva e inespugnabile fortezza medievale che svetta sul vecchio borgo.
Tre i fine settimana interessati (17-18/10, 24-25/10, 31/10-01/11, ma nel Castello Orsini solo a partire dal 24/10), durante i quali si alterneranno personalità di notevole profilo, ma diversissime fra loro per indirizzo e tendenza. Di grande interesse i temi che figurano in cartellone. "Progetto per un'arca" è il titolo già di per sé eloquente della mostra di Luca Giannini, nella quale l'artista - insignito del Premio internazionale "Massenzio Arte" di Roma - espone la propria eco-utopia, ovvero la concezione visionaria di un nuovo mondo possibile (la nuova arca, appunto). Nel presentare i suoi lavori recenti (principalmente opere su carta), Giannini prova a rileggere la Genesi fino a scoprire con sorpresa come l'arca del Noè biblico costituisca per noi la metafora di un ravvedimento cui non possiamo sottrarci: gravi sono le ferite inferte al pianeta da uno sviluppo sciagurato ed è pertanto un dovere morale per l'uomo porre fine a quel rapporto predatorio che intrattiene con esso, e riscoprire il carattere sacro della Terra madre che ci accoglie.
"Angeli di ogni colore in concerto"
, titola invece la rassegna di opere pittoriche (esposte in anteprima all'Argentario Art Festival di Porto S. Stefano) con le quali Valter Ambrosini, artista orvietano, duetta inusualmente con un grande maestro del Rinascimento, Luca Signorelli. Misurandosi con personaggi ( in particolare, angeli musicanti) tratti dagli affreschi del duono di Orvieto, Ambrosini affianca ad essi altrettanti musicisti della modernità, instaurando in tal modo un serrato dialogo di sguardi e di spiriti.
Per la scultura è presente Corrado Nucci, più noto come lo scultore dell'assurdo. Nei suoi lavori in legno, ricavati da tronchi erratici, prende forma un bislacco antropozoo, dove animali giurassici e uomini del nostro tempo vengono accomunati in pose ridicole, stranianti, che smitizzano opinioni e concetti inveterati.
Per la fine introspezione psicologica si distingue invece Stefania Di Filippo, artista fuori dalle scuole, che conduce quasi controcorrente una propria originale ricerca figurativa. Con "Sguardo dell'anima", indaga quel fondo misterioso e oscuro che è rappresentato dall'anima di ogni individuo. E lo fa grazie ad un'osservazione empatica, con la tecnica dei primi piani, di volti e di occhi.
Da ultimo, va segnalato l'omaggio a Franco Gentili, il noto disegnatore satirico, già allievo dei grandi della scuola romana. Rappresentato da un congruo numero di lavori, in gran parte matite, Gentili mette alla berlina, sia pure amabilmente, personaggi e figure del nostro tempo. Senza risparmiare la canzonatura, lo sfottò da bar dello sport
Corriere di Viterbo Sabato 31 Ottobre 2009


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