Un recupero artistico di grande interesse. Sabato 31 ottobre alle 16 presso il Museo della Città di Acquapendente si terrà la presentazione del restauro dei dipinti della quadreria del convento di San Francesco.
Parteciperanno all'evento: Anna Imponente soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Lazio; Benedetta Montevecchi direttore Storico dell'Arte Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Lazio; Egidia Coda direttore Storico dell'Arte Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma; Renzo Chiovelli e Francesca Fiorentini direttori del Museo della Città di Acquapendente. L'iniziativa è realizzata grazie a Comune di Acquapendente, Riserva Naturale Monte Rufeno, Fondazione Carivit, Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Lazio. Consacrata nel 1149 dal vescovo di Orvieto Aldobrandino, la chiesa di San Francesco di Acquapendente venne affidata ai minori conventuali nel 1253. Si era in piena diffusione del messaggio mistico e di povertà del santo di Assisi. In origine a forme gotiche, la chiesa fu poi rimaneggiata nel 1747 secondo canoni barocchi. A fianco della facciata si trova il campanile del 1506, eretto su progetto di Raffaele da Prato con bifore ai primi due piani e monofore all'ultimo, completato soltanto nel 1934. All'interno, nel secondo altare di destra, si conserva un crocefisso in legno del XIII secolo attribuito a Lorenzo Maitani mentre nel secondo altare di sinistra si trova una statua dorata dell'Assunta, opera del fiammingo Carlos Duames della fine del '600.
Lungo il perimetro della chiesa sono dislocate quattordici statue lignee di ottima fattura, intagliate nel 1751 da Giovanni Bulgarini da Piancastagnaio, che rappresentano a grandezza naturale i dodici apostoli e i santi Giuseppe e Giovanni Battista. Meritano particolare attenzione gli affreschi del coro. Nella parete finestrata si osserva La gloria del Paradiso con L'incoronazione dell'Assunta, sulla destra la canonizzazione di S. Antonio da Padova e a sinistra i funerali del santo. Nella volta divisa in quattro settori, vi sono le allegorie di dodici virtù. Il ciclo è firmato "F.I.L.A. 1645" cioè "Frater Julius Leonardus Aquipendi", tuttavia è da attribuire a Francesco Nasini, che firma altre opere all'interno della chiesa. Sono inoltre presenti, in luogo custodito, altre notevoli opere d'arte come un S. Bernardino di Sano di Pietro e una Madonna di anonimo fiorentino, entrambe risalenti al XV secolo. Dal chiostro si accede alle sacrestie recentemente restaurate che, appunto, saranno sede della pinacoteca.
(giu. res.)
Corriere di Viterbo Mercoledì 28 Ottobre 2009

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