"Se il servizio è rimasto quello del 2006 - chiede la Sestito - quali sono gli aumenti dei costi previsti nella delibera di aumento del 6% della Tarsu? Con la Delibera 101 del 20 maggio 2009, varata dalla personale giunta del sindaco Marconi - Marini, sono stati aumentati i costi ed approvate le nuove tariffe della tassa per i rifiuti solidi urbani e per tutte le altre categorie."
"La delibera - prosegue la Sestito - recita: 'Vista la previsione di bilancio 2009 del Servizio Patrimonio che prevede un aumento dei costi di raccolta, trasporto e smaltimento in discarica; verificato che il ruolo Tarsu per l'anno 2008 ammonta a euro 1.665.362,00 incluse le addizionali ex Eca ed il tributo provinciale e pertanto la copertura del costo risulta del 94%; considerato che nella gestione del servizio l'ente deve tendere alla copertura integrale del suo costo; ravvisata la necessità di aumentare le tariffe Tarsu per l'anno 2009, in virtù degli aumenti dei costi del servizio per tutte le categorie di utenze, al fine di tendere progressivamente alla copertura integrale dei costi del servizio nella percentuale del 6%'. Dunque - sottolinea il consigliere Sestito - la variopinta giunta ha ritenuto di aumentare la Tarsu perché sono aumentati i costi."Qui, si apre il vero dilemma. Secondo infatti il consigliere, fin dal gennaio 2006 e con delibera di giunta numero 5, l'amministrazione precedente aveva affidato in via provvisoria alla ditta Lanzi il servizio di raccolta e trasporto a smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per un periodo minimo di sei mesi e comunque fino all'espletamento di nuova gara d'appalto. La ditta attivava il servizio secondo il capitolato d'appalto, effettuandolo per l'importo di 45.800 euro mensili più Iva.
"Con delibera numero 426 del 22 dicembre 2006 - puntualizza la Sestito - l'amministrazione Marconi, quella uscita dalla volontà popolare, delibera di procedere all'indizione di una gara di appalto e proroga alla ditta il servizio, con l'aggiuntivo di pulizia straordinaria dei vicoli del centro storico e di intensificazione del servizio. Da quel momento, della gara d'appalto si è persa ogni traccia. L'amministrazione ad oggi è andata avanti con proroghe continue."
"a questo punto - conclude - tanti sono i 'se' che meriterebbero risposte: se l'amministrazione porta avanti un servizio con costi previsti fin dal 2006, quindi senza significative modifiche e intensificazione o nuove pianificazioni. Se ha un nuovo programma di spese e quindi non ha indetto una gara ma ha continuato a rinnovare per anni il vecchio servizio. Se l'amministrazione non ha portato avanti ma ha invece rallentato per futili e ingiustificabili motivi (allaccio delle fogne e dell'energia elettrica) l'apertura del nuovo ecocentro. Se non ha dato nessun nuovo impulso ad una civile e giusta raccolta differenziata"
Diana Ghaleb
Corriere di Viterbo Martedì 27 Ottobre 2009




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