Le politiche di reinserimento hanno fatto il loro corso e ora tra le zone del Monte Amiata, quelle del Monte Peglia e del Monte Rufeno, il canide è tornato a popolare i boschi, ma come accadeva nei racconti dei nonni non mancano le aggressioni ai gregge di pecore.
Infatti sono numerose le denunce che in questi mesi di autunno sembrano arrivare alle autorità competenti. Nelle settimane scorse era balzato alle cronache del "Corriere" l'episodio avvenuto tra Castel Giorgio e la frazione aquesiana di Torre Alfina, dove un allevatore di pecore aveva visto una femmina di lupo scappare dal recinto, mentre a terra erano rimasti uccisi alcuni ovini. Peggio è andata ad altri due allevatori nella zona di Acquapendente, che hanno perso almeno una ventina di capi sbranati dai lupi.
La legge vieta di sparare ai lupi e dunque gli allevatori si rivolgono alle autorità competenti per intervenire tentando di arginare il fenomeno. Oltre al risarcimento del danno, si chiedono interventi per evitare che i branchi scendano fino alle zone dei pascoli, a volte vicine anche ad aree abitate
Corriere di Viterbo Domenica 25 Ottobre 2009










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