Il progetto "Rosso Farnese" che comprende marketing turistico, manifestazioni, percorsi teatrale e musicale, letterario e del benessere, "in notturna" e formativo, è stato presentato ieri mattina in Provincia presenti l'assessore alla Cultura della Provincia di Viterbo Fausto Furietti, quello del Comune, Fabrizio Purchiaroni, il presidente dell'associazione Piacenza Musei, Luigi Rizzi, gli storici dell'arte Stefano Pronti e Laura Putti, il direttore della rivista Piacenza musei Federico Serena e il presidente del consorzio biblioteche Romualdo Luzi, autore di molti studi dui Farnese e la loro epoca. Oltre Viterbo, Parma e Piacenza del progetto fanno parte anche 25 comuni della Tuscia dove i Farnese hanno dimorato. "Rosso Farnese", è un progetto che, come s'intuisce, si avvale di molte sinergia per consentire di mettere in relazione tutte le testimonianze farnesiane presenti sul territorio nazionale per la creazione di un circuito di realtà territoriali aventi in comune interessi reciproci che trovino supporto in un sistema organico.
"Una volta ultimato il progetto - dice ancora Furietti - che per il momento comprende Piacenza, Parma e Viterbo, sarà possibile mettere in cantiere percorsi da sviluppare all'interno del circuito farnesiano. Percorsi sia enogastronomici, teatrali, musicali, letterali o naturalistici. Sarà anche un modo per innescare un efficace processo di promozione turistica all'interno dei territori del circuito."Per Purchiaroni esistono grandi potenzialità sui territori ma è necessario fare sistema.
"L'azione sinergica e di rete per promuovere il territorio ci darà la possibilità di far conoscere il progetto anche in Europa. Sarà un volano sia per la cultura che per l'economia senza dimenticare che anche gli studenti potranno intraprendere questo percorso e conoscere la dinastia dei Farnese che ha reso grandi le nostre città."Stefano Pronti, storico dell'arte di Piacenza Musei. Ha affermato che
"è necessario portare alla ribalta i valori, la conoscenza e di diffondere il percorso che i Farnese hanno fatto in Italia. Per far questo costruiremo anche un marchio riconoscibile, simbolo di identificazione che servirà a valorizzare il patrimonio culturale dei nostri territori."Luzi, dal canto suo, ha ricostruito i vari passaggi che, in dieci anni, hanno portato, adesso, a varare un progetto di notevole spessore culturale ed economico
(giu. res.)
Corriere di Viterbo Sabato 31 Ottobre 2009
Corriere di Viterbo Sabato 31 Ottobre 2009










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