"L'artista nella sua poliedricità - scrive Paola Malè - utilizza per comunicare diversi medium capaci di generare e captare un interscambio continuo tra spazio reale, oggetto privato del suo significato e persona; per generare nuovi significanti capaci di amplificare ed espandere gli elementi del comunicare. Attraverso la decontestualizzazione - continua - l'artista spoglia sapientemente l'oggetto 'ombrello' per vestirlo di nuovi significanti dando alla sua struttura nuova forza: esaltandola, allungandola, potenziandola giunge ad una comunicazione virtuale tra uomo-oggetto-spazio-luce."
"L'artista maneggia l'anima, la struttura dell'oggetto, come un amazzone capace di tirare con il proprio arco una freccia nella parabola della comunicazione - conclude Paola Malè -. Come la rabdomante percepisce le vibrazioni del terreno, Teresa Ragonesi percepisce quelle della luce che utilizza ben sapendo che la luce elettrica non possiede un contenuto fino a quando non viene associata ad un codice sia esso linguistico, pittorico o scultoreo."Per visitare la mostra/perfonmance bisogna prendere appuntamento per le ore 11-15, e telefonare al 3488501753
(giu. res.)
Corriere di Viterbo Martedì 29 Dicembre 2009
Corriere di Viterbo Martedì 29 Dicembre 2009




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