
Saldi di gennaio 2010 ci siamo: il conto alla rovescia è ormai partito. Anche nella Tuscia, infatti, inizia a giorni la stagione dei saldi. Anche se certamente nelle numerose offerte che hanno caratterizzato questi mesi, gli sconti non sono un novità. Per fortuna e meno male. Perchè vuol dire che i consumatori, con il comportamento del non-acquisto, hanno cominciato a far valer il loro potere, convincendo i commercianti che, se vogliono vendere, devono prima di tutto avere prezzi concorrenziali. I saldi comunque rappresentano un appuntamento, in modo particolare per l'abbigliamento. Il decalogo che segue elenca una serie di accorgimenti - prima, durante e dopo l'acquisto - che possono aiutare, vista la frenesia di "fare l'affare", a non prendere la tradizionale fregatura.
Prima di Scegliere L'acquisto
- Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell'avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato.
- Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualità della merce di riferimento (dopo non si potrà rivendicare il cambio di un prodotto perche' il negozio a cento metri piu' in là vende lo stesso ad un prezzo dimezzato).
- Non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da se' e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche piu' ampie.
- Ricordarsi che prezzi tipo "49,90" euro vuole dire "50,00" e non "49,00".
- Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perche' siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si puo' chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all'istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
- Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di più, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione può variare notevolmente e incidere sul costo finale.
- I capi d'abbigliamento riportano l'etichetta con le modalità di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di cio' che é indicato: la sua esperienza puo' servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si é portato il capo d'abbigliamento in lavanderia.
- Essere pignoli. Di un capo verificare se é di pura lana vergine o di lana. La seconda lana può essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie.
- Diffidare dei capi d'abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: é molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l'occasione e quindi con un finto prezzo scontato.
- Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo "la merce venduta non si cambia": esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perchè difettosa
Corriere di Viterbo Martedì 29 Dicembre 2009




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