"Alla vita ed all'infanzia negate"evidenzia il tentativo di
" vanificare i confini della realtà e del sogno - scrive Michele Greco regista e autore del testo - di ristabilire un ordine utopico in ognuno di noi, in questo nostro profondo, dove si consumano i tempi e le gioie, i luoghi e gli amori, dove si muore in silenzio ed in solitudine."La chiave di lettura è affidata alla sensibilità individuale dello spettatore non essendovi una narratività letteraria logica ma solo musiche, poesie, proiezioni cinematografiche e danza sperimentale. Interpretano il lavoro, il duo lirico Alessandra Borin e Ilaria Fantin, al violino Alberto Poli. Le coreografie sono curate da Roberta Cataudella:. Direttore di scena Gaetano Alfano, luci dell' Artigiana Impianti, video di Duilio Grassini, assistente alla regia Roberto Pomi. L'appuntamento è per venerdì 29 e sabato 30 gennaio presso la "sala Sperimentale" del Parco dei Cimini alle ore 20,30.
"Il lavoro che abbiamo preparato, fa sua una ricerca iconografica sull'opera pittorica di Tommaso Cascella - si legge in una nota - In tal senso la scenografia è lo sviluppo pluridimensionale di un suo lavoro. Così, dalle teorie del "Nuovo Dimensionalismo" , "Appropriazione dell'Immagine" rende scenografico il visibile dell'opera, senza alcuna pretesa interpretativa; solo in un secondo momento, sulla base di una interpretazione e lettura soggettiva dell'opera, viene realizzato "il copione" recitativo. Pensiamo che con questo metodo analitico e di scomposizione si possa fornire un mezzo in più per capire ed interpretare il lavoro creativo di un artista. In tale ricerca siamo stati trascinati e coinvolti da molteplici implicazioni, alcune palesi, altre nascoste dalla complessità dell'opera stessa. Nel lavoro trattato di Cascella si parla di sogno, di utopie, di emozionalità di vita reale, di confini; questi ultimi ci hanno fatto individuare una tematica cara ad una certa letteratura teatrale "La Quarta parete" una volta era identificata materialmente nel sipario; una sorta di divisione di tempi e di comportamenti tra il pubblico e gli attori. Oggi, grazie a certe avanguardie teatrali, il sipario è, più o meno, scomparso, pur permanendo questa sottile ma determinante separazione tra l'attore e lo spettatore, distinti nei ruoli e nelle motivazioni della partecipazione alla "finzione scenica". "La quarta parete", che noi "processiamo", è un limite, quindi un confine rispettabile anche se, grazie a Dio, spesso non rispettato e da non rispettare. Come si può eliminare questa virtuale parete che distingue e divide ? Ecco le parole magiche "immedesimazione" e "coinvolgimento", siano anche soltanto psicologiche"come si legge in "Nuovo Dimensionalismo" di Michele Greco 1983 Il Punto Editrice Firenze. Per Tommaso Cascella, erede di una grande tradizione artistica italiana da cinque generazioni, la pittura e la scultura sono linguaggi naturali, frutto di un'eredità di molte generazioni d'artisti. La sua pittura è incline a una trasposizione tridimensionale in simbiosi con la scultura in bronzo, ceramica, rame, ferro e alluminio. Le opere di Cascella sono vere e proprie architetture costellate di simboli, quasi un alfabeto alchemico carico di significati universali. Attorno ad una di queste ruota la simbologia de "La Quarta parete" che verrò rappresentata a Parco dei Cimini.
(giu. res.)
Corriere di Viterbo Martedì 26 Gennaio 2010




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