"a Venezia faccio la Dame aux Camelias che avrà per titolo, forse, Traviata. Un soggetto dell'epoca. Un altro forse non l'avrebbe fatto per i costumi, pei tempi, e per mille altri goffi scrupoli … Io lo faccio con tutto il piacere.": così scrive all'amico Cesare De Sanctis nel gennaio 1853. Già nel 1852 il libretto di Francesco Maria Piave è pronto col titolo di "La Traviata", ma la censura impone che l'ambientazione venga retrodatata all'epoca di Luigi Xiv, con un salto all'indietro di duecento anni. La Traviata è la storia di una prostituta, e nell'opera proprio la prostituzione è il fondamento dell'azione e, cosa ancor più importante, dell'interazione tra i personaggi. Verdi voleva rappresentare "un soggetto dell'epoca" e, come fece Mozart quando decise di trasformare in opera Le nozze di Figaro (altra commedia controversa e pensata in abiti moderni), anche il compositore italiano voleva che il suo pubblico si avvicinasse alle emozioni dei suoi personaggi senza la rassicurante barriera protettiva di un'ambientazione nel passato. Il 6 marzo del 1853 sul palcoscenico del Teatro la Fenice di Venezia l'opera va incontro a un clamoroso insuccesso dovuto a diversi fattori: i costumi, l'ambientazione, l'audacia del soggetto, i cantanti inadatti alle parti e la novità della partitura. Solo un anno dopo però, presentata al Teatro San Benedetto, sempre a Venezia, l'opera riscuote successo, grazie soprattutto al cast di cantanti sicuramente più adatto alla partitura. Nel tempo La Traviata non ha mai smesso d'appassionare i melomani. Fra i passaggi più popolari dell'opera, l'invocazione di Violetta Amami Alfredo!, diventata un topos della lirica, il famoso brindisi Libiamo ne' lieti calici, la cabaletta Sempre libera degg'io, l'aria Addio, del passato, con Violetta ormai morente, e il duetto Parigi, o cara, noi lasceremo. Tutti brani capaci di emozionare anche un pubblico non esperto, carichi di pathos e ricchi di romanticismo e dolcezza. Appuntamento alle 21 in piazza San Lorenzo
Corriere di Viterbo Giovedì 29 Luglio 2010




0 commenti
Posta un commento