Giuseppe Verdi per l'edizione 2010 del Tuscia Operafestival con la rassegna "Salotto 800", la sezione dedicata ai circa 130 giovani provenienti da tutto il mondo, che ogni anni frequentano l'International Lyric Academy, giunta quest'anno alla 16esima edizione e punto di forza della kermesse. L'appuntamento è per questa sera alle 21 in piazza san Lorenzo a Viterbo con "La Traviata". Considerata una delle più significative e romantiche del compositore, quest'opera di Giuseppe Verdi fa parte della "trilogia popolare", assieme appunto a "Il Trovatore" e a "Rigoletto". Novità di questa edizione sarà l'esecuzione dell'Opera con L'orchestra Sinfonica del Tuscia Operafestival ed il Coro dell' International Lyric Academy diretto dal Maestro Timothy Leon. Per questa versione, Violetta Valéry è interpretata dalla soprano Diana Wilder Oros, Alfredo Germont dal tenore Sanai Merchant, Giorgio Germont dal baritono Gary Ramsey, Annina, serva di Violetta, dal soprano Lacey Venanzi. Il maestro concertatore è Stefano Vignati, che dirigerà l'Orchestra del Tuscia Operafestival. Le voci recitanti di Paolo Manganiello e di Emanuela Appolloni saranno il file rouge tra la storia ed i cantanti. Ci condurranno con la narrazione attraverso l'opera, spiegando al pubblico, con la parola, cio' che gli Artisti esprimono attraverso il canto lirico. La "dame aux camélias" (La signora delle camelie), dramma scritto da Alexandre Dumas figlio (1824 - 1895), è l'opera alla quale Verdi si ispirò per il soggetto de "La Traviata". Si tratta della storia di un personaggio realmente esistito, Alphonsine Duplessis, giovane cortigiana che si era data al vizio nella Parigi degli anni Quaranta del XIX secolo. Entrata anche nella vita di Dumas (figlio), lo scrittore la ritrae nell'opera come Marguerite Gautier. Verdi assiste a una rappresentazione teatrale del dramma a Parigi nel 1851.
"a Venezia faccio la Dame aux Camelias che avrà per titolo, forse, Traviata. Un soggetto dell'epoca. Un altro forse non l'avrebbe fatto per i costumi, pei tempi, e per mille altri goffi scrupoli … Io lo faccio con tutto il piacere."
: così scrive all'amico Cesare De Sanctis nel gennaio 1853. Già nel 1852 il libretto di Francesco Maria Piave è pronto col titolo di "La Traviata", ma la censura impone che l'ambientazione venga retrodatata all'epoca di Luigi Xiv, con un salto all'indietro di duecento anni. La Traviata è la storia di una prostituta, e nell'opera proprio la prostituzione è il fondamento dell'azione e, cosa ancor più importante, dell'interazione tra i personaggi. Verdi voleva rappresentare "un soggetto dell'epoca" e, come fece Mozart quando decise di trasformare in opera Le nozze di Figaro (altra commedia controversa e pensata in abiti moderni), anche il compositore italiano voleva che il suo pubblico si avvicinasse alle emozioni dei suoi personaggi senza la rassicurante barriera protettiva di un'ambientazione nel passato. Il 6 marzo del 1853 sul palcoscenico del Teatro la Fenice di Venezia l'opera va incontro a un clamoroso insuccesso dovuto a diversi fattori: i costumi, l'ambientazione, l'audacia del soggetto, i cantanti inadatti alle parti e la novità della partitura. Solo un anno dopo però, presentata al Teatro San Benedetto, sempre a Venezia, l'opera riscuote successo, grazie soprattutto al cast di cantanti sicuramente più adatto alla partitura. Nel tempo La Traviata non ha mai smesso d'appassionare i melomani. Fra i passaggi più popolari dell'opera, l'invocazione di Violetta Amami Alfredo!, diventata un topos della lirica, il famoso brindisi Libiamo ne' lieti calici, la cabaletta Sempre libera degg'io, l'aria Addio, del passato, con Violetta ormai morente, e il duetto Parigi, o cara, noi lasceremo. Tutti brani capaci di emozionare anche un pubblico non esperto, carichi di pathos e ricchi di romanticismo e dolcezza. Appuntamento alle 21 in piazza San Lorenzo
Corriere di Viterbo Giovedì 29 Luglio 2010

0 commenti

Posta un commento

News su Viterbo e Provincia

News della Provincia di Terni

Offerte di lavoro a Viterbo e Provincia

Ultimi commenti su Viterbo