"i dati dell'ultimo anno - attacca Marini - risentono dello stato di salute di alcuni nostri dipendenti che, purtroppo, sono affetti da malattie croniche che col tempo non possono che peggiorare. Capita così che, rispetto ai dodici mesi precedenti, c'è stato chi ha dovuto assentarsi con maggiore frequenza proprio per il peggiorare del suo stato di salute. In più va tenuta in considerazione anche la situazione anagrafica media, che è abbastanza alta. E ovviamente chi è un po' più in là con gli anni è soggetto più di altri a buscarsi qualche male di stagione."Servizi Marini però va anche oltre perché, pur non dichiarandolo apertamente, al sindaco di una municipalità importante come quella della città dei Papi non deve andare molto a genio essere additato come guida di un comune ad alto indice di assenteismo. Fosse pure per malattia.
"Do per buono che ogni assenza di un nostro dipendente per malattia è legittima e sacrosanta - continua Marini - però bisogna anche che ci si metta in testa che la situazione economica, in Italia come nel resto del mondo, è cambiata. Ciò vuol dire che anche noi, come amministratori della cosa pubblica, dobbiamo fare il massimo per offrire alla cittadinanza un livello di servizi altamente competitivo, che risponda a pieno alle esigenze della cittadinanza. Oltretutto occorre che tutti si ricordino come si stia andando verso il federalismo fiscale che, per quanto riguarda realtà come la nostra, premierà chi dimostrerà di essere più bravo nella gestione della cosa pubblica. Sotto tutti i punti di vista."Uscendo dal discorso generale, il sindaco nello specifico tocca un tasto che è ovviamente "caldo" per chi fornisce una prestazione professionale da lavoratore dipendente. Sperando, magari, che col tempo possa avere maggiori riconoscimenti "tangibili".
"Se il livello dello standard dei servizi che fornisce l'amministrazione dovesse calare - conclude Marini - è evidente che diventerebbe sempre più difficile dare soddisfazione anche economica a chi presta la propria opera."Insomma, nessuno disconosce il diritto di stare a casa se si sta male, ma se qualche lavoratore dovesse marciarci a rimetterci rischia di essere lui stesso.
"Diamoci tutti da fare - conclude Marini - andiamo verso un reale riconoscimento della meritocrazia. Solo così chi lavora meglio potrà ottenere i riconoscimento che certamente merita"
Giorgio Palenga
Corriere di Viterbo Venerdì 22 Ottobre 2010




0 commenti
Posta un commento