Sono due comuni del Viterbese, considerando l'intera regione Lazio, a finire in copertina in positivo, l'uno, in negativo, l'altro, sul fronte della prevenzione per il rischio esondazioni, frane e alluvioni. Si tratta di Capodimonte, come più virtuoso, e Soriano, che è invece maglia nera, ed i dati arrivano da Legambiente, nell'ambito dell'indagine condotta con la Protezione Civile "Ecosistema rischio 2010". Capodimonte si è mostrata all'altezza della situazione in quasi tutti i parametri verificati che erano: manutenzione-messa in sicurezza, delocalizzazione; monitoraggio-piano di emergenza; informazione ed esercitazioni; recepimento del Piano per l'Assetto Idrogeologico (Pai) nel piano urbanistico, per un voto complessivo di 7,5. Sorano, invece, si è segnalata solo per le urbanizzazioni delle aree a rischio, mentre in tutte le altre voci non ha provveduto a compiere gli adempimenti richiesti, sempre a quanto rilevato da Legambiente. Per quanto riguarda Viterbo, la municipalità del sindaco Marini non ha fornito i dati all'associazione ambientalista.
Più in generale, nel Lazio l'88% dei Comuni ha nel proprio territorio abitazioni in aree a rischio frana o esondazione, il 30% vi ha addirittura costruito interi quartieri e il 15% vi ha edificato strutture sensibili, mentre oltre il 39% conta fabbricati industriali in tali zone. Sempre a quanto emerge dall'indagine, circa la metà dei Comuni (54%) hanno realizzato interventi di manutenzione ordinaria e di messa in sicurezza dei corsi d'acqua e di consolidamento dei versanti franosi, mentre in altrettanti (51%) non è stato ancora recepito nel piano urbanistico il Piano per l'Assetto Idrogeologico redatto dalle Autorità di Bacino. Tra le 98 amministrazioni che hanno dichiarato di avere strutture in aree a rischio delle 122 che nel complesso hanno risposto al questionario di Ecosistema rischio (il 33% dei comuni a rischio della regione), risulta che la percentuale generale dei Comuni che ha svolto un lavoro positivo di mitigazione del rischio idrogeologico è appena del 12%. Soltanto il 55% dei Comuni intervistati è, infatti, provvisto di un piano da mettere in atto in caso di frana o alluvione, e nel 37% dei casi i piani d'emergenza risultano essere stati aggiornati negli ultimi due anni. In un Comune su cinque (22%) sono presenti e attivi sistemi di monitoraggio per l'allerta in caso di pericolo di alluvione o frana, ma solo il 18% ha realizzato, nel 2009, attività di informazione rivolte ai cittadini.
Giorgio Palenga Corriere di Viterbo




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