"Abbiamo aperto le buste - riferiscono il presidente Alessandro Antonelli e il consigliere all'ambiente Luigi Caria - ed oggi possiamo dire 'che avevamo ragione. La società che ha vinto il bando, e che adesso dovrà seguire tutto l'iter per l'assegnazione definitiva, ha proposto la cifra record di 10.450 euro netti per ettaro all'anno. Quindi, significa che entreranno nelle casse del nostro ente la bellezza di 543.000 euro all'anno. Decisamente alte anche le altre offerte pervenuteci, perciò possiamo già dire con entusiasmo che il progetto sul quale abbiamo lavorato con determinazione fin dal 2008, oggi si appresta a divenire realtà e conseguentemente a portare nuova linfa al nostro ente, divenendo il principale gettito nell'attuale bilancio dell'Università Agraria."Antonelli appare entusiasta e si rivolge a quelli che definisce
"i soliti detrattori che fomentano inutili polemiche strumentali."
"Oggi abbiamo la dimostrazione pratica - spiega il presidente dell'Università Agraria - di quanto le polemiche sull'argomento fotovoltaico fossero meramente strumentali e come contemporaneamente fossero astrusi i contenuti di certi articoli, sbandierati da qualcuno sulle colonne dei soliti giornali male informati."Antonelli prosegue poi sottolineando come i 50 ettari sui quali sorgerà l'impianto fotovoltaico siano terreni a scarsa redditività e soprattutto l'impianto non sarà lesivo per l'ambiente e il paesaggio.
"L'impianto produrrà energia realmente rinnovabile - aggiungono Antonelli e il consigliere Caria - e fornirà degli innegabili vantaggi a tutta la nostra comunità: energia non inquinante, introiti per le casse dell'ente civico e ancora di più un indotto occupazionale non da poco. La società che installerà l'impianto avrà 4 anni di tempo per la sua realizzazione, in detto tempo dovrà pagare all'ente civico 1000 euro per ettaro all'anno. Comunque, 5 volte tanto, quanto rendevano questi terreni adibiti ad altro."Antonelli e Caria aggiungono poi come tutta questa operazione sia priva di rischi per l'Agraria e come tutti i costi per il futuro smantellamento dell'impianto siano completamente a carico della società aggiudicante.
"Abbiamo preso tutte le precauzioni del caso - concludono i due amministratori - infatti, se la società sarà morosa nel canone, si attiverà la fideiussione."
Gli amministratori sottolineano infine come un impianto di questa portata darà lavoro a tante famiglie, sia per quanto concerne la fase di costruzione come durante l'intera durata della gestione. Infatti, detto impianto di 50 ettari richiederà manovalanza e per il suo funzionamento come per la manutenzione, sorveglianza ed infine per lo smantellamento
Anna Maria Vinci
Corriere di Viterbo Martedì 2 Novembre 2010
Nessun commento:
Posta un commento