Il lago dei cigni al Teatro dell'Unione

Al Teatro dell'Unione domani, domenica 30 gennaio, (ore 16,45) per la stagione comunale è il momento della danza. Va in scena "Il lago dei cigni", il balletto con le musiche di P.I. Tchaikovskji, coreografie di M. Petipa - L. Ivanov riviste da Viktor Yaremenko nell'interpretazione del Teatro dell'Opera della Macedonia. La risposta degli spettatori viterbesi allo spettacolo di danza è stata massiccia e anche domani, come accaduto per gli spettacoli precedenti, le previsioni sono che si vada verso il tutto esaurito. L'arte del balletto è una tradizione che in Macedonia ha preso piede fin dai primi decenni del ventesimo secolo: strettamente collegata alla nascita di gruppi teatrali, alla fondazione di una scuola musicale a Skopje nel 1910, alla fine della seconda guerra mondiale, la spinta creativa degli artisti macedoni ha dato una svolta ulteriore all'Opera e soprattutto al Balletto. Il balletto macedone trae le sue origini dagli sforzi di generazioni di ballerini, insegnanti, maestri ripetitori e coreografi che, sviluppando la tradizione di quest'arte, l'hanno resa, con grande originalità ed autonomia, una parte della cultura del paese. Il Teatro dell'Opera della Macedonia si distingue oltre che per la qualità tecnica ed espressiva, anche per l'originalità e la bellezza dei costumi e delle scenografie.

Dopo il successo ottenuto la scorsa stagione con "Il Lago dei Cigni", il coreografo Viktor Yaremenko riporta alla luce un'antica versione che inizia con un sogno e che immerge lo spettatore nella tradizionale narrazione del celebre balletto. Virtuosi ballerini, costumi e scenografie che agevolano allegorie e metafore nel corso della vicenda per un'opera intramontabile della danza internazionale. Presentato per la prima volta al Teatro Bolshoi di Mosca nel 1877 per la coreografia di Reisenger, "Il Lago dei Cigni" conobbe il vero successo solo nel 1895 con la versione di Petipa che ne curò il primo e il terzo atto e di Ivanov che ne curò il secondo e il quarto.

Nel primo atto il principe Siegfried festeggia il suo ventunesimo anno di età nel parco del suo castello mentre la madre lo rimprovera e gli chiede di prendere moglie. La festa continua tra le danze e il principe vi partecipa. In lontananza compare un volo di cigni: vi sarà una battuta di caccia. Nel secondo atto la scena si sposta al lago, dove un mago sta curando i suoi cigni: questi sono incantati. A mezzanotte infatti si trasformano in incantevoli fanciulle: non appena il principe e gli altri cacciatori iniziano la battuta di caccia, una giovane, Odette, la regina dei cigni, in sembianze umane appare davanti a loro per proteggere i cigni. Siegfried decide dunque di invitarla al suo ballo per le nozze, ma la regina è sotto un incantesimo e non potrà sposarlo. Il principe, nonostante l'incantesimo, giura fedeltà ad Odette. All'alba il mago richiama a sé i cigni. Nel terzo atto tutti gli invitati arrivano in corteo e Sigfried, insieme alla madre, cerca una possibile moglie. Sei ragazze ballano per il principe, che però rifiuta cortesemente. Inizia allora l'intrattenimento per gli invitati a corte con danze folcloristiche.

Al ballo, annunciati dalle trombe, arrivano il mago Rothbart e sua figlia Odile, alla quale ha dato le sembianze della regina dei cigni, Odette. Dopo un passo a due Siegfried dichiara il suo amore per Odette, alla presenza però di Odile trasformata: la regina dei cigni cerca invano di metterlo in guardia attraverso una visione magica, ma ormai la dichiarazione è fatta. La sala da ballo si oscura e il mago scoppia in una fragorosa risata. Nel quarto atto sulle rive del lago le fanciulle cigno sono tristi per Odette che piange per il destino a cui è stata condannata. Giunge Siegfrid che, disperato e pentito per il tradimento, implora il suo perdono. Scoppia un combattimento tra Sigfried e Rothbart che alla fine soccombe. Sigfried e Odette coronano infine il loro sogno. Uno spettacolo straordinario con le musiche scritte da uno dei più grandi compositori

Corriere di Viterbo Sabato 29 Gennaio 2011

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