La giunta della Regione Lazio revoca i fondi per gli attrattori culturali (Por: piano operativo regionale), bloccando importanti progetti per la valorizzazione dei siti archeologici che coinvolgono la cittadina, ma anche Cerveteri, Montalto e Civitavecchia. Unica speranza che la Polverini faccia un passo indietro nel prossimo consiglio regionale, vista l'alzata di scudi non solo ad opera della minoranza ma anche degli stessi consiglieri regionali di maggioranza alla notizia di detta revoca. Dopo l'intervento di Giuseppe Parroncini, adesso intervengono il sindaco Mazzola, e l'assessore alla Cultura Angelo Centini, che spiegano le ricadute nefaste su Tarquinia, se la Regione non farà un passo indietro.
"Con la revoca degli atti e il blocco dei progetti - riferiscono all'unisono Centini e Mazzola - la Tuscia perde 35 milioni di euro di finanziamenti e la conseguente possibilità di sviluppo. Tarquinia perderebbe quindi ben 1.670.000 si euro indispensabili per la valorizzazione di siti di importante rilevanza archeologica. Si vanificano così due anni di intenso e continuativo lavoro: incontri e accordi intercorsi tra il Comune e la Soprintendenza e tutti i Comuni inseriti nel progetto univoco degli attrattori culturali. L'unica speranza è che la Regione ci ripensi."
"Detti fondi sarebbero stati utilizzati per la valorizzazione delle aree archeologiche di Tarquinia - spiega l'assessore alla Cultura - quali il riallestimento del Museo nazionale etrusco, la valorizzazione della necropoli del Calvario, la valorizzazione e la riapertura delle tombe dei Demoni Azzurri e Bartoccini. L'utilizzo dei fondi prevedeva poi anche la valorizzazione di tutte quelle aree esterne al Calvario: la famosa Via dei Principi, per la quale era prevista la messa in sicurezza, la creazione e l'installazione della cartellonistica didattica e gli interventi anche sul sito dei Secondi Archi, parlo delle stupende tombe dei Tori, degli àuguri. Pantere e dei Baroni."
Centini spiega poi che ad essere colpita non è solo Tarquinia, ma tutte le cittadine gemellate e integrate nel progetto: Vulci, dove già 15 dipendenti della Mastarna sono in cassa integrazione, la gemella di Tarquinia Cerveteri (Patrimonio Unesco) e Forte Michelangelo di Civitavecchia.
"Il progetto - conclude - prevedeva il raccordo strategico turistico delle cittadine, in ognuna di esse vi sarebbe stato un punto di raccordo, ossia di accoglienza, che per Tarquinia era stato individuato nella Torre Dante. Detto accordo intercorso tra Comuni e Soprintendenza prevedeva un itinerario alternativo, di alta valenza culturale e con importanti ricadute economiche per le città coinvolte"

Anna Maria Vinci

Corriere di Viterbo Domenica 30 Gennaio 2011

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