Arriva anche nella Tuscia "Noi credevamo". Il film sul Risorgimento italiano diretto da Mario Martone aprirà domani sera (due spettacoli alle 18 e 21.30) il 2011 di "Giovedì Cinema", la rassegna invernale del Tuscia Film Fest, al Cine Tuscia Village di Vitorchiano. Nel cast del lungometraggio - liberamente ispirato a vicende storiche realmente accadute e all'omonimo romanzo di Anna Banti - tra gli altri, Luigi Lo Cascio, Luca Zingaretti, Valerio Binasco, Toni Servillo, Luca Barbareschi, Francesca Inaudi e Renato Carpentieri. Tre ragazzi del sud, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Attraverso quattro episodi che corrispondono ad altrettante pagine oscure del Risorgimento, le vite di Domenico, Angelo e Salvatore verranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari. Sullo sfondo, la storia più sconosciuta della nascita del paese, dei conflitti implacabili tra i "padri della patria", dell'insanabile frattura tra nord e sud. Il regista ricorda chi, per la libertà e l'unità della patria, ha dato la vita. Non i grandi eroi, ma i personaggi minori, animati da una parte dai grandi ideali promulgati dalla Giovine Italia di Mazzini e dalle spedizioni garibaldine dall'altra. Luigi Lo Cascio ricorda che già dopo le guerre risorgimentali in parlamento si parlava di "un Nord e un Sud", sottolineando una differenza che non dovrebbe esistere; Martone sostiene che di vera unità nel nostro paese non si può ancora parlare e calca la mano affermando che è necessario riallacciarsi agli antichi ideali che hanno ispirato le lotte risorgimentali per costruire oggi, nel nostro presente, un'Italia davvero unita.
"Ho pensato a questo film nel 2003 - dice Martone - poi il lavoro vero e proprio è cominciato nel 2004, un vero 'corpo a corpo' con questa materia, un viaggio straordinario. Nel film c'è un occhio a Rossellini, il Rossellini televisivo, quello di "La presa del potere da parte di Luigi XIV". La matrice è quella, soprattutto nel rapporto con l'analisi della storia e con l'idea di utilizzare i materiali vivi della storia per la sceneggiatura."Una sceneggiatura composta da parole, ma non parole qualunque: i dialoghi sono di impostazione teatrale (tra l'altro Martone è dal 2007 il direttore del Teatro Stabile di Torino) e le parole hanno un peso ben specifico nel film. Secondo il regista la cosa affascinante è che esse sono "organizzate all'interno di dialoghi, ma provengono da lettere e scritti dell'epoca; si utilizza, quindi, un italiano dell'Ottocento, in un modo che poteva anche spaventare. Invece, la scelta di queste parole è diventata 'materia vivà: in questo senso c'è un rapporto con Rossellini, nell'idea di utilizzare la storia come grande potenzialità creativa, come luogo dell'immaginazione cinematografica"
e Lo Cascio completa dicendo che
"le parole che utilizzano i personaggi incidono direttamente nel reale, guidano all'azione."
Una specie di "linguaggio collaterale" insomma, giusto per citare il titolo di una raccolta di saggi di John Collins e Ross Glover sul potere persuasivo delle parole. La rassegna invernale Tuscia Film - giunta alla nona edizione - proseguirà con il classico appuntamento settimanale del giovedì fino ad aprile. Tra i titoli in programma - tutti in prima visione per la provincia di Viterbo - Gorbaciof di Stefano Incerti con Toni Servillo (27 gennaio), Animal kingdom vincitore del Sundance Film Festival 2010 (3 febbraio), Uomini di Dio gran premio della giuria al Festival di Cannes 2010 (10 febbraio), In un mondo migliore gran premio della giuria e del pubblico al Festival di Roma 2010 (17 febbario), Mammuth con Gerard Depardieu (24 febbraio)
Corriere di Viterbo Mercoledì 19 Gennaio 2011

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