Celebri arie e danza questa sera nel cortile di Palazzo dei Priori dove, per la rassegna "Spazi e Memoria" andrà in scena, alle 21, "Le donne di Puccini (liricamente insieme)", di Maria Elisa Muglia Rosso di San Secondo, per la regia di Elisa Farina. Lo spettacolo nasce dalla volontà di continuare il percorso multidisciplinare intrapreso da Movimento Forza 9 con la collaborazione di Liberartisti CTM. Sei ritratti di donne, sei brani lirici sei momenti di danza a sottolineare diversi tipi di donne, che pur distanti tra di loro hanno un comune fattore: la sensibilità, la forza e la capacità di ricrearsi e rinascere dalle proprie ceneri. Il soprano Anna Bruno (accompagnata al pianoforte dal maestro Maurizio Corazza) racconterà le donne di Puccini, forti, delicate e appassionate. Mentre la "danzAttrice" Eva Maesa proporrà sei monologhi brevi che descrivono sei tipi di donne senza tempo.
La danza starà a sottolineare l'intero essere femminile nei volti stampati sul corpo della "danzAttrice", nelle mille espressioni e nei mille dolori e gioie. Grazie ad un maestro del body painting il corpo della danzAttrice racconterà le sue storie. Uno spettacolo unico nel suo genere per le interferenze contemporanee della danza nel più bel melodramma italiano e nella nuova drammaturgia. Il programma prevede le arie: "o mio babbino caro" dall'opera "Gianni Schicchi" (1918) di Giacomo Puccini, su libretto di Gioacchino Forzano.
La canta il personaggio di Lauretta, rivolgendosi al padre Gianni Schicchi, quando lo scontro tra questi e la famiglia Donati giunge a un punto tale da mettere a rischio la sua storia d'amore con Rinuccio Donati; "Vissi d'arte" dal secondo atto dell'opera Tosca di Giacomo Puccini. Il brano si inserisce in coda al dialogo tra la cantante Floria Tosca e il Barone Scarpia, quando questi ricatta la donna chiedendole di concedersi a lui in cambio della liberazione del suo amato, il pittore Mario Cavaradossi, condannato a morte; "Un bel dì vedremo", da Madama Butterfly. È intonata dalla protagonista durante il secondo atto dell'opera. Cio-Cio-San (Butterfly), rivolgendosi alla cameriera Suzuki, immagina il giorno felice in cui Pinkerton, il suo sposo americano, farà ritorno a casa; "In quelle trine morbide", tratta da Manon Lescaut opera in quattro atti. "Quando me'n vo", una romanza in tempo di valzer lento della Bohème, cantata nel secondo quadro da Musetta Musetta la canta con civetteria, seduta ad uno dei tavoli del Caffè Momus, rivolgendosi intenzionalmente al pittore Marcello, allo scopo di riconquistarlo. Nella parte iniziale la ragazza descrive l'effetto del proprio fascino sugli uomini e negli ultimi versi parla direttamente all'ex fidanzato. Il brano nacque come Piccolo Valzer per pianoforte in Mi maggiore, composto all'inizio di settembre del 1894 e destinato alla cerimonia di consegna della bandiera di combattimento per la nave da guerra "Re Umberto", che ebbe luogo a Sestri Ponente quello stesso mese. "Mi chiamano Mimì" notissima aria tratta da "La Bohème" che racconta l'esistenza gaia e spensierata di un gruppo di giovani artisti costituisce lo sfondo dei diversi episodi in cui si snoda la vicenda dell'opera, ambientata nella Parigi del 1830. Ispirato al romanzo di Henri Murger Scènes de la vie de bohème, il libretto ebbe una gestazione abbastanza laboriosa, per la difficoltà di adattare le situazioni e i personaggi del testo originario ai rigidi schemi e all'intelaiatura di un'opera musicale. L'orchestrazione della partitura procedette invece speditamente e fu completata nel dicembre 1895




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