“Antigone” secondo Ilaria Drago

Ai Magazzini della Lupa, stasera alle 21, la Compagnia Ilaria Drago presenta
"Antigone pietas-polifonia elettronica per una resurrezione possibile"
di e con Ilaria Drago (testo, voce, live electronics, ideazione scenica Ilaria Drago, musiche, sonorizzazioni Marco Guidi, luci Max Mugnai, scena Mikulà Rachlìk).
"Un morto è un morto e io vi chiedo di guardare. Vi chiedo di osservare l'occhio spento di chi ha lasciato il suo dolore nella polvere. Vi chiedo di guardare chi non ce la fa, chi non ce l'ha mai fatta La mia voce è quella dei vinti, sempre sarà quella dei vinti!."
Antigone è la voce di chi non ha voce, è la pìetas che s'inginocchia ad accogliere ogni essere vivente come fratello e sorella, ad accogliere i barconi scrostati degli ultimi che arrivano a chiedere pane. E non giudica. Da murata viva, dal chiuso del suo corpo buio, svela a sé e agli altri la forza di una possibile resurrezione che avviene soltanto attraverso il nudo di una rivoluzione personale. È dal buio in cui si trova Antigone che ha inizio il lavoro della Compagnia Ilaria Drago.
"Antigone pietas polifonia elettronica per una resurrezione possibile"
è un primo studio del più ampio progetto natura Antigone e che la regista Ilaria Drago ha presentato nell'agosto scorso al Magna Graecia Teatro Festival. Lo spettacolo mostra Ilaria-Antigone all'interno della grotta dove lo spettatore si ritrova a condividere lo stato di paura viscerale di un sepolto vivo. Nell'antro buio Antigone ripercorre le tappe della sua storia, parla con Creonte, prega la madre, poi la sorella, parla a Polinice, affrontando il tema del potere, dei diseredati, degli ultimi, e di una possibile catarsi. Sul palco ci sono Ilaria-Antigone e uno scheletro metallico, una macchina scenica di ferro che diventa antro, corpo stesso di Antigone, nave per solcare il mare della possibile resurrezione auspicata. In questa architettura scenica realizzata da Mikulà Rachlìk, Ilaria Drago si muove tentando un'azione nel buio esistenziale di Antigone, assumendo su di sé il corpo di lei e il suo esperire. L'attrice in scena creerà, grazie all'utilizzo del looper, una partitura live vocale a più voci, voci di Antigone che di volta in volta richiamano fuori di sé le sue memorie e che interagiscono con le musiche e le sonorizzazioni di Marco Guidi. Questo primo studio presenterà quindi una partitura a più livelli - voce nuda, lettura in forma di concerto poetico, amplificazione della scena - e verranno lanciati indizi che saranno sviluppati in seguito
Corriere di Viterbo Sabato 8 Ottobre 2011

0 commenti

Posta un commento

News su Viterbo e Provincia

Offerte di lavoro a Viterbo e Provincia