Sabato prossimo, alle 21, al cinema teatro Kursaal (ingresso libero fino a esaurimento posti), la Casa dei Racconti presenta "Emigranti immaginari", una ballata su emigrazione e arte, scritta e interpretata da Duccio Camerini e Alfonso Sessa. Attori e emigranti in fondo appartengono alla stessa pasta di uomini, gente che è ovunque e in nessun luogo. Gli attori sono come gli emigranti soprattutto per la speranza e la fame, fame di tornare e speranza di mangiare. Un giorno, un ragazzino emigrante dentro la sua stessa casa decise di sfamare gli attori, per poi finire sul palcoscenico a imitarli il pubblico ascolterà il racconto di un'epoca passata, le avventure di una compagnia di comici italiani con le loro maschere, che partono da Napoli, poi salgono a Roma, Bologna, Venezia, e infine arrivano a Parigi, alla corte di Luigi Xiv, il "re Sole". Una storia semiseria che indaga sui rapporti tra cultura italiana e cultura europea. La cultura italiana ha in qualche modo collaborato all'"invenzione" del più grande drammaturgo francese? Sì, avete capito bene: proprio il grande Molière. Si racconteranno per gioco due vite, quella di un allievo e del suo maestro sulle assi del palcoscenico, due vite vissute come in sogno, ammalate della malattia che si prende quando si viene al mondo, due vite ammalate di vita, da "emigranti", reietti perfino nel pieno dei loro trionfi. Due vite in commedia. Jean Baptiste Poquelin in arte Molière, e il suo maestro immaginario, il vecchio comico dell'improvvisa Tiberio Fiorilli. Per informazioni 331.31.63.039
Corriere di Viterbo Lunedì 10 Ottobre 2011

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