Alla riscoperta di Grotta Porcina

Il gruppo di intervento sociale "Il cerchio di Demetra" invita tutti domenica prossima (il 27 novembre) alle ore 10,30 per ripulire Grotta Porcina, importante sito archeologico di Vetralla. Una giornata per "scoprire", con tutti coloro che vogliano partecipare, la necropoli di Grotta Porcina ed intervenire sullo stato indecoroso in cui versa. Il nome del sito deriva dalla trasformazione in passato delle tombe etrusche in ricoveri per suini. La località fu sede di un modesto insediamento etrusco fiorito nel VI secolo a. C. su una strada che da Blera si dirigeva verso nord e che verrà ricalcata in seguito dalla via Clodia. Il monumento principale della necropoli è un grande tumulo (prima metà del VI secolo a. C.) detto "La Grande Ruota" di forma circolare realizzato tagliando un alto sperone tufaceo, che raccoglie una tomba a tre camere e che è provvisto di un ponte di accesso alla sommità, concepita come altare per il culto funebre.

La prima tomba del tumulo presenta un soffitto a rilievo a cassettoni regolari. La seconda ha un portale di accesso decorato a rilievo di colore rosso, un soffitto a doppio spiovente con finto columen a rilievo; al centro sul pavimento una apertura rettangolare della profondità di 15 metri, lo stesso pozzo rettangolare si trova anche all'interno della terza camera. Nei pressi del tumulo si trovano alcune interessanti tombe a camera una delle quali presenta il caratteristico soffitto displuviato a cassettoni.

Nella vallata sottostante la necropoli, racchiuso in un'area recintata e coperto da una tettoia protettiva, si trova un imponente altare rupestre. Di forma cilindrica (ha un diametro di 5,8 metri) presenta sui fianchi decorazioni a bassorilievo di gusto orientalizzante raffiguranti animali. Ai lati dell'altare è possibile notare delle gradinate sulle quali, probabilmente, prendevano posto gli spettatori. Secondo E. Colonna Di Paola, il complesso databile attorno alla prima metà del VI secolo a. C., può essere considerato "Il più antico teatro noto d'Italia"seppure legato al culto funerario. Nei pressi dell'altare è inoltre possibile visitare un'edicola di epoca ellenistica a forma di semidado con base decorata da modanature

Diana Ghaleb

Corriere di Viterbo Martedì 22 Novembre 2011

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