"Zapping" nel territorio per riscrivere alcune pagine della storia. Non è una frase, questa, che si usa normalmente per le ricerche storiche ma offre un quadro chiaro della situazione in cui l'archeologo dilettante Marco Morucci si sta muovendo nel territorio umbrolaziale. L'ultimo ritrovamento, un probabile edificio templare, alcuni reperti lo farebbero risalire all'epoca romana, era locato sulle pendici di uno dei monti Volsini ma lo straordinario è che si trova all'incrocio di due strade, una incassata tra due muri che sale da Bolsena e scende fin sotto San Lorenzo e un'altra da dietro il tempio sale ad ovest del castello di Montalfina in direzione di Castel Viscardo.

Questo tempio-porta è il secondo che Morucci scopre in zona dopo quello del monte Landro, stranamente uniti ambedue dalla strada che a prima vista sembra un diverticolo della Cassia ma che lambisce i due templi costruiti in età lontane secoli tra loro. Si parla però di "zapping" per l'estrema mobilità nello studio del territorio anche proiettandosi nel futuro di una nuova scoperta come quella di un abitato villanoviano nei pressi di Montefiascone, ancora sotto valutazione, oppure l'importante scoperta del luogo di provenienza delle famose macine pompeiane ora fissata dall'archeologo dilettante in un punto preciso tra Porano e Orvieto, oppure del ritrovamento della spalla di un altro dei ponti romani della Traiana nella zona di Castel Viscardo e altro ancora per non dilungarsi troppo. Ora però si è dovuto fermare perché una miniera di alluminio, ritrovata ultimante nel territorio poranese, che potrebbe trasformarsi in uno scolmatore di un grosso fosso traslocando il suo percorso 200 metri più a nord, potrebbe forse provocare danni ad alcuni vigneti del circondario orvietano.
La miniera, o forse sarebbe più preciso chiamarlo il tunnel, è lungo circa 250 metri ed è fornito di entrata poranese ed uscita orvietana; questo sarà oggetto di studio per una joint venture di tre gruppi, di cui due archeologici, quello di San Lorenzo e Castel Giorgio che si interesseranno della storia e geologia della grotta, il tutto si svolgerà sotto la supervisione del professor Edoardo Bellocchi dello speleo club Proteo di Vicenza

Corriere di Viterbo Venerdì 9 Dicembre 2011

1 commenti

  1. Anonimo  

    22 febbraio 2012 11:00

    a viterbo strada riello c'è su una parete nella discesa prima del ponte sul fosso a circa tre meti di altezza c'è una apertura rotonda di circa tre metri di circonferenza totalmente attappata di terra riportata di natura artificiale

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