"La casa di Bernarda Alba", l'opera, considerata la prova più matura e compiuta di Federico García Lorca, sarà portata in scena questa sera e domani sera alle 21 al Teatro delle Scuderie di Palazzo Farnese a Caprarola dalla compagnia teatrale "Li Focò" di Caprarola che si cimenta, per la prima volta, in un'opera drammatica. La storia narra di Bernarda, (interpretata da Benedetta Bruzziches), una madre tirannica che dopo la morte del marito rinchiude in casa se stessa e le proprie figlie (Elena Carones, Alessia Ferretti, Alessandra Bruziches, Barbara Saccà, Barbara Mastrogiovanni); condannandole a un lutto rigoroso, asfissiante e folle. La donna impiega tutte le sue forze nel vano tentativo di reprimere in loro ogni impulso, con la sua smania ossessiva di castigarle e di mantenerle tutte sotto il suo vigile controllo, impedendo loro di amare e quindi di vivere. Solo alla figlia maggiore, Angustia, che ha ereditato una parte consistente del patrimonio paterno, è concesso sposarsi con un giovane del paese, "Pepe il romano", il quale è unicamente interessato alla dote della sposa. L'ultimogenita Adela si innamora del promesso sposo della sorella, con cui ha una storia d'amore, portata alla luce da una delle sorelle maggiori. Bernarda finge di aver ucciso il giovane, scatenando una tragica vicenda: il suicidio per impiccagione di Adela, che non intende piegarsi alla volontà della madre e che non intende rinunciare a Pepe. Per difendere l'onorabilità della propria famiglia, Bernarda Alba conclude il dramma proclamando che sua figlia è morta vergine e ordinando il silenzio sull'intera vicenda. Una commedia tutta al femminile, sedici le donne in scena. La presenza degli uomini si avverte solo nell'aria colma delle pulsioni represse delle 5 ragazze, resa ancor più opprimente dall'afosa estate andalusa, ma nessuno di loro entra mai in scena. García Lorca riesce a raffigurare l'universo femminile con una profondità e un'accuratezza senza eguali. Nel corso del dramma va delineandosi in modo netto la psicologia delle donne, a tratti insopportabili e incattivite dall'invidia, a tratti commoventi nella loro incessante quanto vana ricerca della felicità. É un dramma intenso e toccante dalle atmosfere cupe e pervaso da un senso di oppressione. Il poeta non riuscirà a vedere mai in scena la sua opera. Garcìa Lorca terminò "La casa di Bernarda Alba" nel giugno 1936. Due mesi più García Lorca lasciò Madrid per Granada, nonostante fosse conscio del fatto che si stava praticamente votando alla morte andando a raggiungere una città con la fama di essere abitata dalla oligarchia più conservatrice d'Andalusia. García Lorca e suo cognato, che era anche il sindaco socialista di Granada, vennero arrestati arrestati. García Lorca venne fucilato dai Falangisti il 19 agosto 1936 perché di sinistra e omosessuale e il suo corpo gettato in una tomba senza nome a Fuentegrande de Alfacar nei dintorni di Víznar, vicino Granada. L'opera "La casa di Bernarda Alba" è una metafora di quello che Lorca percepiva sarebbe diventata la Spagna franchista di lì a poco. L'autore parlerà di un documentario fotografico:
"Ho soppresso molte cose in questa tragedia, molte canzoni facili, voglio che il lavoro possegga severità e semplicità."
Allo stesso modo il regista, Ottavio Sabatucci, ha voluto portare in scena il dramma utilizzando uno spazio scenico severo ed essenziale. Anche la trasposizione è rimasta fedele al libro. Nulla è stato cambiato poiché con un testo di tale grandezza non si può fare altro che lasciare in primo piano la potenza e la bellezza della poesia
Corriere di Viterbo Mercoledì 7 Dicembre 2011

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