Personale di Renzogallo alla Galleria Miralli

La Galleria Miralli, a Palazzo Chigi, propone la personale di Renzogallo, a cura di Agnese Miralli. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 31 gennaio. I temi salienti dell'opera di Renzogallo sono ordinati in un allestimento pensato dall'artista. In rilievo il ciclo dei "Bersagli" degli anni novanta e delle "Anfore", protagoniste in alcuni recenti lavori a partire da "Diario", un'opera realizzata in un anno, con frammenti di carta di puro cotone fatta a mano, custodita in una solida griglia di ferro. I lavori presentati costruiscono così dei transiti temporali che, da passate riflessioni fatte materia, giungono alla transitorietà del presente, per proiettarsi nell'attesa di un lavoro nascente: il progetto per una installazione al Campus universitario della Tuscia. Una sorta di attraversamenti, pedane percorribili proiettate al futuro, dove le vie si incrociano e si incontrano ma senza ostacolarsi. Come nell'intera opera di Renzogallo, i materiali usati sono qui chiave di lettura. Alle pietre locali, travertino e peperino, si accosta il marmo, immediato richiamo all'architettura classica che si incontra con le più avanzate soluzioni contemporanee. In mostra opere eterogenee per la complessità dei significati custoditi e per la varietà dei materiali usati (ferro, rame, legno, carta, resina), il cui collante è la "contrapposizione" e "la sorpresa". Il visitatore balza tra lati e angoli dello spazio in antitesi tra loro e la risultante è uno stato di continuo stupore. Contrapposizione di materiali fragili, preziosi e leggeri come la carta, a materiali duri e grezzi come il ferro.

Contrapposizione di colori; il nero contrasta col bianco e le sospensioni dei neutri con l'energia primaria del rosso. Contrapposizione di luci e ombre; la luce dell'ingresso si contrappone alla penombra della seconda sala, in cui il bianco della grande anfora centrale rifrange la luce nell'ambiente circostante, creando una elegante soluzione di luce. Contrapposizione di pieni e di vuoti, tra la semitrasparenza di sottili filamenti reticolari, di superfici opache o di carte velate e le spesse entità volumetriche. Infine contrapposizione di idee; da un lato il tema dei bersagli da centrare, da cogliere e da colpire, dall'altro quello del candore e dell'armonia da proteggere. Le superfici anteposte nascondono e salvaguardano l'oggetto oppure, come afferma l'artista, proteggono l'osservatore dalla bellezza. Renzogallo (pseudonimo di Lorenzo Gallo) nasce a Roma nel 1943 da padre italiano e madre spagnola.

Compie gli studi di Belle Arti a Roma; dal 1964 si trasferisce in Spagna con una borsa di studio di scambi culturali e nel 1966 a Parigi. Rientrato a Roma, nel 1967 fonda un gruppo di Teatro sperimentale "Teatro Immagine" che, escludendo la parola, utilizza esclusivamente apparati visivi quali luci, proiezioni ed altri elementi eterogenei. Eusaurita l'esperienza teatrale, concentra tutta la sua attenzione sul significato della pittura e orienta la sua ricerca su una minimale struttura a maglia quadra con varianti segniche e minime grammature di colore. Nel 1968 si comincia a interessare ai rapporti tra arte e architettura e il suo progetto al concorso per il Padiglione italiano all'Expò 70 di Osaka viene segnalato dalla commissione. Dal 1969 insegna nei Licei artistici discipline pittoriche fino al 1977. Nel 1978 mostra alla Galleria civica di Modena la sua prima installazione, campo in cui già lavorava dal 1976. L'anno successivo presenta una grande installazione al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Dal 1985, anno in cui cambia il suo nome da Renzo Gallo in Renzogallo, si occupa di installazioni e grandi opere in cui entrano in campo materiali eterogenei quali carte riso, argilla, legno, reti metalliche, vetri, cavi d'acciaio. Realizza opere per vari musei in Italia e all'estero. Ha costruito opere pubbliche in Italia e all'estero come fontane monumentali (Lussemburgo e Italia) e opere ambientali di grandi dimensioni.

Corriere di Viterbo Mercoledì 21 Dicembre 2011

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