La storia di Vulci continua a svelarsi grazie agli scavi archeologici che proseguono ininterrottamente dallo scorso mese di dicembre nella zona della necropoli dell'Osteria, situata all'ingresso del parco naturalistico archeologico. A quanto fa sapere l'amministrazione comunale di Montalto di Castro a Mastarna, che gestisce il parco di Vulci ed è anche il soggetto che si sta occupando delle campagne di scavi nel cui territorio ricade il parco archeologico, l'attuale campagna di scavo, diretta dalla Soprintendenza per i Beni archeologici dell'Etruria Meridionale ed eseguiti dalla Società stessa Mastarna che gestisce il parco di Vulci, stanno portando alla luce un importante settore della necropoli. In pochi giorni di lavoro gli archeologi hanno individuato ben venticinque ipogei ricavati nel banco roccioso. Oltre alla tomba dalla quale proviene la sfinge già presentata al pubblico nei giorni scorsi, altri due sepolcri in corso di indagine hanno restituito due interessanti reperti. i Il primo è un frammento di statua in nenfro raffigurante un leone e e, il secondo invece la splendida testa di un'alta sfinge, di cui è ben leggibile l'enigmatico e severo profilo, venuta alla luce solo venerdì scorso.
"Questi scavi - spiega ancora la società Mastarna - puntano, tra l'altro, ad ampliare l'offerta culturale del Parco di Vulci che già propone ai visitatori straordinari esempi di tombe principesche etrusche come la celebre Tomba Franois e il monumentale tumulo della Cuccumella."
Altro ritrovamento di grande interesse culturale, insomma, che fanno ancor più dei territori della Tuscia un sito di importanza assoluta a livello archeologico
Corriere di Viterbo Martedì 24 Gennaio 2012

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