Oggetto dell'intervento anche l'affresco in cui è raffigurata una Madonna dai tratti raffinatissimi con in braccio un Bambino meravigliosamente quattrocentesco, attorniata da santi "più popolari" nella devozione della zona: un selvaggio San Giovanni Battista, un San Rocco pellegrino e protettore dalla peste, un vivissimo San Bernardino, un bellissimo, commovente San Sebastiano. Sull'autore dell'opera i giudizi dei critici più autorevoli sembrano convergere per attribuirlo a un grande maestro umbro: Piermatteo D'Amelia. Si tratta dell'autore del cielo stellato della Cappella Sistina prima del capolavoro michelangiolesco e di altre opere in Italia e all'estero, la cui celebrità è cresciuta solo negli ultimi anni, partendo dalle precoci e felici intuizioni di Federico Zeri, determinanti per ricostruire la sua identità e il suo catalogo. Piermatteo (Piermatteo Lauro di Manfredo) nacque ad Amelia intorno al 1446-1448 ed ebbe le sue prime significative esperienze nel cantiere del Duomo di Spoleto dove collaborò con Filippo Lippi e Fra Diamante. Secondo la tradizione egli stesso insieme a Fra Diamante e al dodicenne figlio di Lippi (Filippino) sarebbe raffigurato in uno degli affreschi del duomo spoletino.
L'affresco di Castiglione in Teverina si candida, quindi, a entrare ufficialmente nell'elenco delle opere autografe di Piermatteo, come già prospettato al momento del restauro, nel 2007, da Maria Teresa Marsilia, consulente conservatore storico dell'arte in progetto e in cantiere, e come scritto da Vittorio Sgarbi nel 2008 in occasione della mostra de "Il '400 a Roma". La giornata di studio, aperta dal sindaco Mirco Luzi, sarà presieduta da Maria Andaloro e Maria Ida Catalano, docenti presso l'Ateneo viterbese e vedrà la partecipazione dei curatori della mostra su Piermatteo d'Amelia in questi giorni in corso a Terni: Francesco Federico Mancini, docente dell'Università di Perugia, e Vittoria Garibaldi, Soprintendente per i Beni Storici e Artistici ed Etnoantropologici dell'Umbria.
Alle 12.30 ci si sposterà nella chiesetta di San Rocco per i saluti delle autorità e la presentazione dell'opera restaurata alla presenza del Vescovo di Viterbo Lorenzo Chiarinelli. I saluti della Regione Lazio, finanziatore dei lavori, saranno portati dal consigliere Giuseppe Parroncini, mentre la Provincia sarà rappresentata dal neo-eletto presidente Marcello Meroi. Nel pomeriggio, sempre al Museo del Vino, riprenderanno i lavori con altri interventi e un'intervista a Italo Faldi, che parlerà di come, a partire dal 1954, si sia arrivati a costituire il catalogo della pittura viterbese i cui due grandi poli di attrazione sono stati, nel '400, il grande Lorenzo da Viterbo e proprio Piermatteo d'Amelia. a conclusione dei lavori una tavola rotonda sulla tutela del patrimonio artistico dei centri minori, a cui parteciperanno ispettori del territorio delle soprintendenze laziali e umbre.
"Ringrazio innanzitutto la precedente giunta regionale presieduta da Piero Marrazzo - dichiara Mirco Luzi, sindaco di Castiglione in Teverina - per aver finanziato il progetto di recupero e restauro, dando così la possibilità non solo di riaprire al culto la chiesa di San Rocco alla nostra comunità, ma anche per aver offerto l'opportunità di valorizzare il patrimonio artistico e culturale del nostro territorio. Ritengo che il convegno sarà sicuramente un'occasione importante per raggiungere una definizione dell'autore dell'affresco quattrocentesco che, se confermate le attribuzioni a Piermatteo D'Amelia non fa che riempirci di soddisfazione vista la statura artistica dell'autore"
Corriere di Viterbo Venerdì 30 Aprile 2010
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