venerdì, aprile 29, 2011

Su il sipario per San Pellegrino in fiore

Tutto pronto per la nuova edizione di San Pellegrino in fiore. Questa mattina taglio del nastro della storica manifestazione floreale che si snoderà tra le vie e le piazze del quartiere medievale. Tante le iniziative in programma. Già dal pomeriggio di ieri la città è diventata una sorta di vivaio a cielo aperto e molto lavoro attende i numerosi operatori impegnati a far diventare Viterbo la regina d'Italia di fiori e giardini per i prossimi tre giorni, in cui si attendono migliaia di visitatori che potranno ammirare il quartiere medievale, uno dei più belli del Paese, inondato da addobbi floreali. Il percorso, scandito da migliaia di piante di ogni colore e foggia, inizierà da piazza del Plebiscito con alberi, ginestre e ortensie poste a decorazione del giardino comunale. Tappa successiva piazza del Gesù con un giardino di rose di un centinaio di specie. Il ponte che collega piazza della Morte a piazza San Lorenzo sarà sormontato da una galleria d'agrumi.

Davanti a duomo, invece, verrà realizzato un labirinto di piante che si svilupperà intorno a una grande sfera. Piazza della Morte, in contrapposizione con il nome che evoca il lutto, quindi il nero, sarà dominata da un white garden, mentre la Camera di Commercio realizzerà un orto delle delizie a piazza San Carluccio. Piazza san Pellegrino, infine, avrà degli elementi che richiamano la coltivazione della canapa e del lino a Viterbo. Per la prima volta, poi, il 70% delle piante utilizzate per l'esposizione verrà messo a dimora a Pratogiardino e in altri spazi pubblici della città. Per la cronaca questa è la 25esima edizione della manifestazione, la prima con la nuova formula dell'organizzazione appaltata ad una società. Allo stesso modo il Comune ha emesso delle specifiche ordinanze per la gestione del traffico durante i giorni della manifestazione.

Tra gli eventi anche l'apertura al pubblico della torre Di Vico nel centro del quartiere medioevale, in via San Lorenzo 63 a Viterbo. La struttura risalente al XII secolo, oggi ristrutturata e tornata all'antico splendore, testimonia il crescente interesse per il capoluogo della Tuscia come meta di turismo di qualità. I Di Vico, insieme alle famiglie dei Gatti, dei Tignosi e degli Alessandri, esercitarono in età medioevale un dominio praticamente incontrastato su tutta l'attuale provincia viterbese. Il rinnovato interesse per i Di Vico fuori dai confini nazionali si può riscontrare anche nella recente edizione inglese del libro "i Prefetti di Vico" dello storico C. Calisse. L'opportunità di visitare la residenza dei prefetti Di Vico sarà quindi indubbiamente unica e imperdibile. I Di Vico erano una famiglia romana che governò la Tuscia, con vicende alterne, fino al 1435, anno della morte dell'ultimo rappresentante

Corriere di Viterbo Venerdì 29 Aprile 2011

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