Bonaventura Tecchi ricordato a Bagnoregio

Bagnoregio e la Tuscia ricordano Bonaventura Tecchi nel 40° anniversario della morte. Un omaggio ad uno dei personaggi insigni della letterature italiana del XX secolo e un "figlio" grandissimo della terra che ha dato anche i natali a San Bonaventura.
La celebrazione avverrà stamani, con inizio alle 9,30 con un incontro di alto spessore scientifico, organizzato dal Comune di Bagnoregio e dall'assessorato alla Cultura della Provincia di Viterbo all'auditorium "V.Taborra" della città dove lo scrittore nacque nel 1896.
Tecchi è uno dei massimi romanzieri cattolici del '900. Vissuto per lungo tempo anche in Germania e Boemia, fu forse il più insigne germanista del secolo, docente universitario a Padova e Roma, direttore del Gabinetto scientifico e letterario G.p.
Viesseux di Firenze. Fu anche componente della Deputazione della Provincia di Viterbo dal 1944 al 1951, cittadino onorario del capoluogo e di Ronciglione, di cui era originario il padre Giovanni.
Un letterato che alla sua "antica terra" - che è anche il titolo di una sua opera - a Bagnoregio e nella Tuscia tornava sempre perché lì, ricorda il sindaco Erino Pompei,
"trovava quello che Giorgio Petrocchi definiva ‘un patrimonio, un bagaglio dal quale traeva forza e continua alimentazione, continuo fomite' alla sua arte narrativa e anche alla sua attività di germanista, di critico, di studioso, di storico."
Un appuntamento, quello previsto oggi nell'antica terra di "Bagnorea", che l'assessore alla Cultura della Provincia, Renzo Trappolini, considera
"importante nell'attuale momento di trasformazioni attese per la Tuscia dall'aeroporto e dal porto di Civitavecchia, in termini di multiculturalità dei flussi di viaggiatori che si confronteranno con la nostra solida identità culturale."
Tema dell'incontro, che si protrarrà per l'intera giornata, è
"Identità di una terra antica: Bonaventura Tecchi, la Tuscia, l'Europa."
Dopo il saluto del sindaco Pompei sono previsti gli interventi del vescovo di Viterbo, monsignor Lorenzo Chiarinelli, del rettore dell'Università della Tuscia, Marco Mancini, e dell'assessore Renzo Trappolini, che ricorderà l'attività di Tecchi amministratore provinciale.Le relazioni ufficiali saranno tenute dal presidente dell'Istituto Studi germanici, Paolo Chiarini, sul tema "La Villa Sciarra" di Bonaventura Tecchi, dal preside della facoltà di Lingue dell'Università di Bologna, Alberto Destro, sul tema
"Dall'individuale all'universale: la definizione goethiana di Tecchi germanista."
Laura Desideri del Gabinetto Viesseux parlerà del Tecchi direttore del Viesseux, prima che Michelina Tecchi, presidente del Centro Studi Bonaventuriani, fondato dallo zio, e custode delle sue memorie, intrattenga l'uditorio con "Le due voci".Letture dalle opere dello scrittore sono state affidate all'attrice Dunia Batoli e, nel pomeriggio, Luigi Martellini, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università della Tuscia parlerà de
"L'Antica terra abbandonata di Tecchi, ovvero della poetica rimembranza."
Paola Cagiano de Azevedo, del ministero dei Beni culturali, illustrerà
"L'Archivio Tecchi: considerazioni e possibili prospettive."
I lavori saranno conclusi dalla relazione di Alberto Raffaelli, docente di Lingua e letteratura italiana all'Università di Avignone su
"Bonaventura Tecchi: lettere tra amici."
Bonaventura Tecchi, lettore (1933-1937) nelle università di Berna e Bratislava, dal 1939 professore di lingua e letteratura tedesca all'Università di Padova.
Germanista, ebbe la cattedra di letteratura tedesca all'Università di Roma, direttore dell'Istituto Italiano di Studi Germanici, esordì in narrativa con "Il nome sulla sabbia" (1924).
Pubblicò poi una serie di romanzi, racconti e prose.
"In Provincia - ricorda Trappolini - il grande scrittore era stato già commemorato, per iniziativa del Consorzio delle biblioteche, il 23 maggio del 1978 nel decennale della scomparsa e nel 1988 dall'Università.
Ora si aggiunge questa giornata di studio a testimonianza dell'identità culturale di una terra che, con Tecchi come con Vincenzo Cardarelli, ha segnato pagine di grande e duraturo valore nella letteratura italiana."

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