Il grande patrimonio dell'umanità di Tarquinia si è arricchito di un ulteriore prestigioso elemento.
All'interno dell'antica necropoli è stata aperta al pubblico una nuova tomba dipinta, decorata circa 2500 anni fa.
Si tratta della bellissima tomba della Caccia al Cervo, una delle più suggestive del mondo etrusco.
La tomba risale al 450 a.C. ed è composta da una camera unica, con soffitto a doppio spiovente e strette banchine lungo le pareti laterali, corredate da sette incassi per i sostegni dei letti funebri.
Per quanto riguarda le decorazioni, al centro del timpano della parete di fondo è dipinto il sostegno della trave centrale del soffitto, con una bella scena di caccia al cervo, mentre nei semitimpani possiamo ammirare due pantere che si affrontano.
Sulla parete di fondo è ben visibile una scena di banchetto, con tre coppie di commensali sdraiati su klinai, i letti conviviali.
Nella parete di destra un'altra bella decorazione, ben curata, con cinque figure danzanti alternate da alberelli, mentre nella parete di sinistra una figura di guerriero effettua una danza armata.
Il soggetto principale di questa tomba etrusca, costituito da scene di banchetti e danza, è molto diffuso in quel periodo, mentre la scena del timpano, con scene di caccia, trova confronto solamente in un'altra tomba, anch'essa dipinta a Tarquinia, nella famosa necropoli, dove l'affascinante mondo dei Tirreni rivive attraverso le antiche pitture, Patrimonio dell'Umanità.
Nella Necropoli di Tarquinia le immagini degli affreschi scorrono come un libro aperto, che ci aiuta a capire desideri e passioni delle genti etrusche.
La necropoli si estende per 750 metri e raggruppa circa duecento sepolcri.
La particolarità è data dalla vastità delle decorazioni pittoriche.
Infatti l'usanza della decorazione non è un elemento circoscritto a questa zona, ma nella necropoli di Monterozzi di Tarquinia la presenza di pitture è così estesa da costituire un fattore di eccezionale importanza soprattutto perché permette di capire l'evoluzione della civiltà etrusca.
Qui entriamo nelle loro case, li osserviamo mentre mangiano, intenti a banchettare, sdraiati su klinai, mentre i musici suonano e gli schiavi nudi servono; le pitture fotografano la vita reale del popolo etrusco e accompagnano il defunto nel suo percorso ultraterreno.Oltre alla tomba della Caccia al cervo sono visitabili le tombe del Cacciatore, dei Giocolieri, della Pulcella, Cardarelli, della Fustigazione, Fiore di Loto, delle Leonesse, dei Gorgoneion, dei Caronti, dei Leopardi, delle Baccanti, della Caccia e Pesca.
Colori silenziosi, gesti solenni e piccole quotidianità, saluti e commiati che richiamano ai valori e alle abitudini di una civiltà grandiosa

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