Il consigliere dell'Università Agraria Enrico Benedetti contesta la modalità e i metodi utilizzati per dare il via al fotovoltaico sui terreni dell'ente civico.
L'Università Agraria ha infatti deliberato nello scorso consiglio la concessione di un terreno di 5 ettari alla Ren Electron, concessione che sarà valida per 25 anni con un ritorno di 500.000 euro:
"Tutto ciò - attacca il consigliere Benedetti - viene fatto forse passare come l'affare del secolo? In effetti è l'affare del secolo ma di sicuro non per l'Ente, bensì per la Ren Electron. Vi spiego io il perché non con le chiacchiere ma con dei dati inconfutabili".
"In base alle informazioni diffuse dall'assessore Armando Palmini - spiega Enrico Benedetti - la Ren corrisponderebbe all'Università Agraria 4.000 euro all'anno per ettaro, cioè 330 euro circa al mese per ha. Ma sapete quanto incasserà? i dati Gse riguardanti l'impianto fotovoltaico ubicato sopra il tetto della mia azienda che copre una superficie di circa 400 m2 indicano che in due anni ha reso 71.642,79 euro.
Ciò significa che in 25 anni potrei incassare 875.000 euro.
Vi lascio immaginare cosa significa su 4 ha, che rappresentano ben 100 volte la mia superficie.
Inoltre ho effettuato personalmente delle ricerche avvalendomi di tecnici specializzati nel settore".
Il consigliere Enrico Benedetti continua sottolineando di contro che un impianto, come quello indicato dall'Assessore Palmini, di 2.000 Kw se installato su terreno agricolo della tipologia "fisso a terra" produrrebbe un ricavo lordo annuo di circa 1.330.000,00 euro mentre se il terreno fosse irriguo si potrebbe costruire un impianto su serre nella tipologia detta "totalmente integrato ed il contributo salirebbe a circa 1.500.000 euro l'anno.
"Lascio ai cittadini individuare quali siano i ricavi per 25 anni- continua Benedetti - Ed allora cosa sono 500.000 rispetto alle cifre che ho appena citato? Contesto poi le modalità di assegnazione: durante la relazione introduttiva il responsabile ha asserito che più ditte si sono dichiarate disponibili a prendere in considerazione il progetto.
Ora mi chiedo perché, si sia arrivati ancora una volta, ad una trattativa privata tra le parti e non ad una regolare gara d'appalto, all'insegna della massima trasparenza, che avrebbe garantito all'Ente ben altri introiti. Permettetemi di nutrire qualche dubbio sulla bontà dell'operazione".
Per quanto concerne poi la dichiarata modalità di sperimentazione:
"Ci devono poi spiegare - conclude il consigliere - che cosa significhi che si tratta di 'un impianto sperimentale'. Ma cosa si vuole sperimentare; forse se le colture crescono sopra i pannelli? Per favore siamo seri, talvolta bisognerebbe accettare i consigli di chi ha più esperienza, senza cercare sempre la gazzarra, tipica di chi non ha argomentazione e per difendersi può soltanto attaccare. Ora piuttosto la squadra di manager dell'Agraria mi spieghi, dati alla mano, dove sta l'affare per i tarquiniesi e per l'Ente"

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