venerdì, aprile 02, 2010

Bagnaia: oggi la rievocazione storica della Passione di Cristo

La sera del Venerdì Santo, nel momento in cui la Chiesa ricorda il sacrificio di Gesù, a Bagnaia si svolge la rievocazione storica della Passione di Cristo. L'appuntamento è per questa sera alle 21.30. La rievocazione nasce nel lontano 1618, ad opera del medico ternano Michelangelo Carrocci, trapiantato nel borgo di Bagnaia per motivi professionali e nella figura giuridica della Confraternita di San Carlo, come è attestato nelle "Memorie istoriche del Carones", che, sensibile al problema del tempo, ideò, per tenere unita la propria gente, il rivivere nel senso cristiano e del sentimento umano, la sorte di Cristo nella sua Passione e Morte. Realizzò, così, la costituzione di personaggi che rappresentassero, sfilando, i momenti salienti e cruciali della Passione, con l'aiuto dei Confratelli e di persone sensibili e devote.
La Rievocazione è entrata così nella storia di Bagnaia, la sua rappresentazione fu sospesa solamente per eventi bellici. Dopo alterne vicende, fù definitivamente ripristinata nel 1902 con umili mezzi, e senza pretese, solo ed esclusivamente per fede di alcuni uomini, in maniera speciale da parte del benemerito Vincenzo Cencioni, che per molti anni e con pochi mezzi di fortuna, coadiuvato da un manipolo di volenterosi paesani, riuscì ad organizzare la Passione del Signore in poche sequenze di quadri. Dopo la morte di Vincenzo, toccò al figlio Pietro e al cugino Giovanni Maria portare avanti il lavoro iniziato. I due, con pari entusiasmo e spirito di sacrificio, superando non poche difficoltà, ampliarono la processione rendendola sempre più bella e commovente. L'ultima guerra e altre vicissitudini, nel corso del tempo hanno impedito la continuità della manifestazione, e nell'anno 1967 fù costituito il "Comitato Permanente del Venerdì Santo". Un Comitato composto da pochi elementi che sulla scia dei predecessori intendono così portare avanti con umiltà e sacrificio quanto ereditato. Oggi la Rievocazione storica è imponente, sia per la ricchezza e varietà dei costumi, ricostruiti fedelmente su indicazione storica da parte di esperti, sia per l'alto numero dei figuranti (circa 400) che rappresentano la Passione di Cristo. Fedeli alla tradizione dei fondatori, i figuranti sfilano in sequenza per comporre i 18 Quadri plastici, che si snodano per le vie del borgo della ridente cittadina di Bagnaia. Escono dal Portale della Chiesa di San Giovanni Battista, situata sulla piazza Centrale, mentre tutta la parata militare che ivi s'innesta esce poco prima del portone Medievale del Borgo Antico. Tra il luccichio di 100 fiaccole di tela e cera magistralmente disposte sulle due fiancate della Chiesa, lentamente accompagnati da un sottofondo musicale, incedono i figuranti, sulla scia della vecchia Processione, mista alla tradizione popolare del luogo; percorrono la parte esterna del Borgo, per raggiungere il cuore del Borgo Antico, e quindi riuscirne lentamente verso il portale Cinquecentesco di Villa Lante, ove avviene la scena della Crocifissione. Ultimato ciò, la parata militare si ricompone per rientrare nel Borgo Antico fino all'ex Chiesa di S. Stefano. Nello stesso momento, nella zona della Crocifissione, si compone una processione religiosa, dietro il fercolo del Cristo Morto portato a spalla da quattro figuranti, preceduto dalla banda musicale, che percorrerà le stesse vie, dove Gesù poco prima era passato sofferente sotto il peso della Croce. Al suo seguito l'antica statua della Madonna Addolorata e la popolazione. Questo l'ordine con cui si svolge la rievocazione: Apertura corteo cavalli con l'Spqr. - Gesù all'orto dei Getsemani - Apostoli e Discepoli - Il Confortatore - Simboli della Passione - Giuda - Il tradimento - Gesù Catturato - Il Sinedrio - Anna - Caifa - Erode - Pilato - Ecce Homo! - Gesù condotto al Calvario - 3 cadute - Crocifissione e deposizione - Maria segue Gesù con S. Giovanni, le donne, Giuseppe e Nicodemo - La Veronica - Il testamento di Gesù - Il Longino - Il ritorno dal Calvario - Cristo posto nel sepolcro
Corriere di Viterbo Venerdì 2 Aprile 2010

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