martedì, aprile 27, 2010

La Chiesa di San Francesco a Viterbo

L'attuale Chiesa di San Francesco, frutto della ricostruzione del dopoguerra, è il risultato di una fase costruttiva francescana iniziata nel 1236 e di una successiva di ampliamento in pure forme gotiche realizzata quando Viterbo era sede della corte pontificia. La facciata è caratterizzata da un'apertura ad arco in stile romanico con colonnine tortili, tre monofore ed un semplice oculo. Sull'angolo destro è collocato un pulpito eretto nel 1429, mentre dietro si scorge il campanile a vela con due fornici. La grandiosa navata unica è chiusa da un'abside quadrata, nella quale si apre una grande quadrifora gotica con rosoni. Le capriate del tetto, rimesse in luce dai restauri che hanno eliminato le volte barocche, sono sostenute da archi a sesto acuto; l'abside ed il transetto sono coperti da volte ogivali profilate da costoloni che ricadono su pilastri compositi, decorati con motivi floreali di schietto stile gotico. Nel transetto destro si conservano i resti del monumento funebre di Pietro di Vico, realizzato da Pietro di Oderisio nel 1269, raffinata creazione in stile gotico impreziosita da stemmi e mosaici. Un arco a sesto acuto, strombato e ornato da colonnine tortili immette nella cappella del Ss. Sacramento, eretta dai Gatti, potente famiglia di origine brettone protagonista della vita civile e politica di Viterbo. A fianco emerge in tutto il suo splendore il Mausoleo di Adriano V attribuito ad Arnolfo di Cambio, monumento gotico-cosmatesco, autentico gioiello d'arte medievale; la statua coricata, vestita con abiti pontificali, è posta su un duplice basamento intarsiato con splendidi marmi policromi. In simmetria, nel transetto sinistro, è il Mausoleo di Clemente IV di Pietro Oderisio (1270), un tabernacolo in stile gotico con la statua distesa su un sarcofago romano con bassorilievo collocato su un basamento marmoreo decorato con intarsi di suggestiva policromia. Sempre nel transetto sinistro è il portale d'accesso alla cappella Botonti (sec. XVI), per la quale era stata dipinta, tra il 1515 e il 1516, la celebre "Pietà" di Sebastiano Del Piombo, attualmente conservata al Museo Civico.

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