sabato, aprile 10, 2010
La Chiesa di Santa Maria della Verità
La Chiesa di Santa Maria della Verità, unitamente all'adiacente complesso monastico, nasce agli inizi del XIII secolo articolato su una icnografia a croce latina coperta da un semplice tetto a capriate decorato da pianelle dipinte. La fondazione fu opera dei monaci premostratensi, ma pochi decenni dopo il complesso era occupato dall'ordine dei Servi di Maria che imposero la nuova dedicazione alla Madonna con il titolo di S.Maria della Verità. La facciata esterna, ricostruita nel secondo dopoguerra, si propone in forme semplici, con una cortina di lastre di peperino su cui si apre un portale cinquecentesco, sormontato da lunetta vuota tra due statue in pietra. L'interno, di una grandiosità essenziale intonata ai rifacimenti della seconda metà del Quattrocento, mostra il transetto aperto da un grande arco ogivale che poggia su esili colonnine pensili. Gioiello della chiesa è la splendida cappella Mazzatosta che, a pianta quadrata in forme tardogotiche, conserva ancora l'originale cancellata in ferro battuto e parte del pavimento a piastrelle di maiolica. La cappella, fatta edificare nella metà del Quattrocento da Nardo Mazzatosta, aristocratico viterbese, fu dipinta da Lorenzo da Viterbo che terminò la sua opera nel 1469. Le scene, di soggetto mariano, distrutte dai bombardamenti aerei, vennero sottoposte ad un intervento di ricostruzione e restauro innovativo e rivoluzionario: ventitremila frammenti furono recuperati e ricollocati in situ. Nella parete sinistra si articola il capolavoro cui Lorenzo deve la sua fama: nella lunetta superiore la "Presentazione di Maria al Tempio", nel fascione sottostante lo "Sposalizio di Maria". L'affresco ha anche un grande valore documentaristico, "…sono molti giovani cavati dal naturale" scriverà il cronista viterbese Nicolò della Tuccia raffigurato anch'egli tra la folla. La chiesa di S.Maria della Verità ancora conserva, inoltre, frammenti della decorazione pittorica che tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo ornavano le cappelle precedenti ai rifacimenti rinascimentali
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