giovedì, aprile 08, 2010
Rugantino sabato al Teatro Boni di Acquapendente
Una ventata "de romanesco" in scena. La commedia musicale approda al Teatro Boni. Sabato 10 aprile, alle 21, andrà in scena "Rugantino" per la regia, riduzione e adattamento di Valentina Izzo. Il musical per eccellenza, che il 15 dicembre 1962 Garinei e Giovannini rappresentarono per la prima volta al Teatro Sistina di Roma, viene proposto al pubblico grazie ad un'idea, un progetto nato dalla volontà di due amici, Valentina Izzo e Manuel Dionisi, di mettere in scena in un vero teatro un musical tutto dal vivo con amici, conoscenti e tante persone in gamba che li hanno aiutati a realizzare il loro sogno. Rugantino è una maschera del teatro romano. Questa maschera impersona un tipico personaggio romanesco, er bullo de Trastevere, svelto co' le parole e cor cortello, il giovane arrogante e strafottente ma in fondo buono e amabile. L'aspetto caratteristico di Rugantino è l'arroganza, infatti il suo nome nasce dalla parola romanesca ruganza ovvero "arroganza".Il suo inventore fu Odoardo Zuccari, il quale il 13 settembre 1848 presentò il personaggio sul primo numero di un foglio satirico. Così il primo Rugantino doveva essere la caricatura del gendarme, e per converso veniva identificato anche col capo dei briganti. Nel corso degli anni questa prima immagine si trasformò nel giovane bullo di quartiere. La commedia "Rugantino" racconta la storia di un giovane spaccone, arrogante e avverso a qualsivoglia lavoro che, nella Roma papalina del XIX secolo, vive di espedienti aiutato dalla fida Eusebia che spaccia per sua sorella. I due insieme raggirano il frescone di turno per scroccare vitto e alloggio che stavolta è Mastro Titta, boia dello Stato Pontificio e proprietario di una locanda che gestisce insieme al figlio, dopo l'abbandono da parte della moglie che non approvava il suo mestiere. Mastro Titta prenderà in casa entrambi, innamorandosi di Eusebia e finendo con il venir ricambiato; tutto questo mentre fa il suo ingresso in scena la bella Rosetta moglie del violento e gelosissimo Gnecco, che farà girar la testa a tutti i giovani romani. Questo spingerà Rugantino a fare, con gli amici, una scommessa: riuscire a sedurre Rosetta prima della sera dei lanternoni. Il giovane riuscirà nell'intento, ma finirà con l'innamorarsi della ragazza. Nel frattempo Gnecco è vittima di una vendetta e viene ucciso; Rugantino, per farsi bello soprattutto agli occhi di Rosetta, si autoaccuserà dell'omicidio. Imprigionato e condannato a morte, con Rosetta che gli confesserà eterno amore, decide comunque di non rivelare la verità, così da dimostrare di essere davvero un vero uomo, affrontando la morte. La vicenda si conclude con Mastro Titta che giustizia un Rugantino finalmente rispettato e ammirato da tutti. Nella prima edizione di Garinei e Giovannini, le scene e i costumi erano di Giulio Coltellacci e coreografie di Gino Landi, le musiche del maestro Armando Trovajoli, che dirigeva l'orchestra, con un cast d'eccellenza da Nino Manfredi a Lea Massari. L'edizione più conosciuta, però, è stata quella del 1978 con Enrico Montesano, Alida Chelli, Bice Valori e il grandissimo Aldo Fabrizi. Nell'edizione presentata dall'Associazione Te.Bo. ad Acquapendente si esibiranno: Manuel Dionisi (Rugantino), Valentina Izzo (Rosetta), Loriano Ronca (Mastro Tittia), Serena Tini (Eusebia), Fabrizio Mazzuoli (Gnecco), Federico Fabiani (Rubastracci), Enrico Squarcia (Bojetto), Giuseppe Pinzi (Cantastorie), Valeriano Brozzoli (Conte), Silvia Araceli (Donna Marta). Il coro è composto da: Francesca Araceli, Emanuela Montemurro, Tiziana Perruzzi, Margherita Luongo, Tiziano Sartucci, Alessandro Bachiorrini, Silvia Araceli. Non mancherà il corpo di ballo, grazie alla collaborazione della Shall We Dance, con Alice Speroni, Marika Massella e Alessia Brocchi. La direzione tecnica è di Manuel Dionisi, tecnico audio Tonino Sbardella, tecnico luci Carlo Monelli, direzione corale e arrangiamenti Francesca Araceli, coreografie Valentina Izzo, scenografie Stefano Paioletti, sarta Adriana Bianconi, regia e adattamento Valentina Izzo
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