In Italia esistono tradizioni uniche legate all'arte del presepio: da quella napoletana a quella genovese, fino al presepe "nel pozzo" di Orvieto. Anche nella Tuscia da qualche anno il presepe è divenuto momento d'incontro di sensibilità, competenze e tradizioni diverse, tutte riunite all'insegna della condivisione sociale, oltre che religiosa, di un momento particolare della vita della comunità. A Vetralla, pur tra le mille difficoltà offerte da un'organizzazione affrontata con le sole forze della Pro loco (coadiuvata dall'associazione Amici del Presepe vivente), anche quest'anno verrà proposta una riproduzione vivente della natività di Cristo. Un evento giunto alla XXXIII edizione, che ha scelto un'ambientazione accattivante e filologicamente in linea con il passato vetrallese: il settecento.

Durante il settecento infatti Vetralla vide il suo momento di maggior sviluppo, ottenne infatti da Pio VI il titolo di "città" e durante la dominazione francese divenne capoluogo del Cantone dei Cimini. Un modo dunque per ripercorrere un pezzo importante del passato comune dei cittadini, oltre che un'occasione di svago di rara bellezza. Oltre alla raffigurazione dei tradizionali mestieri ci saranno tre animazioni (tutte ambientate nell'anno del Signore 1783): la prima si terrà in piazza del Paradiso, e vedrà ricostruito il momento in cui il messo pontificio consegnò al governatore il documento con cui papa Pio VI elevò Vetralla a città. La sceneggiatura (scritta dallo storico locale Agostino Cecchini) prende spunto dal documento originale, datato 4 aprile 1783, in cui il Papa, dopo aver premesso alcune caratteristiche importanti per l'elevazione della terra a città, elenca i privilegi concessi ai magistrati comunali come quello di "poter far uso nelle pubbliche cerimonie delle toghe lunghe di raso di seta di color negro con fascia simile e fiocchi tessuti d'oro."La seconda animazione riproduce la chiesa di San Giuseppe con l'atmosfera mistica, suggestiva e "fumosa" che caratterizzava i templi religiosi prima dell'arrivo della corrente elettrica. La terza animazione riguarda la grotta: dinanzi alle figure della Natività, un angelo narrerà le meravigliose vicende che originarono e segnarono la storia della cristianità. Appuntamento dunque per il 2 gennaio, e successivamente il 6 gennaio, a partire dalle ore 17,30 fino alle 19,30

Diana Ghaleb

Corriere dell'Umbria Mercoledì 29 Dicembre 2010

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