"Genio e sregolatezza", forse non è una novità per un artista, ma è sicuramente ciò che più si addice a Sante Bassanelli, il pittore-scultore gradolese dal carattere sanguigno, scomparso venerdì scorso. Un personaggio stravagante non tanto nell'aspetto, quanto negli atteggiamenti e nel modo di vivere. Pieno di amici, amante del vino, conosciuto oltreconfine e soprattutto noncurante di quello che pensavano, dicevano e facevano gli altri. Uno spirito libero insomma, dalla voce grossa ma pieno di creatività.
"Sin da piccolissimo, ovvero da quando ha cominciato ad andare a scuola - spiega la sorella Giuseppina - Santino ha sempre disegnato, dipinto, ma soprattutto ha scolpito. Nel magazzino ci sono quintali di creta. Anche negli ultimi anni - prosegue la sorella -, benchè malato, continuava a farlo con grande interesse e passione."
E per rendersene conto basta guardarsi intorno, nella casa in cui ha vissuto negli ultimi tempi ci sono quadri dappertutto, soprattutto acquerelli, alcune tele si trovano persino dietro ai mobili. Sono di tutte le dimensioni, ma lo stile inconfondibile è il suo: colori accesi, linee morbide, visi un po' deformi e quasi sempre nelle facce un occhio solo aperto, quasi a voler sottolineare come sarebbe più opportuno non riuscire e vedere tutto ciò che ci circonda. Famose le parole con cui spiegava come nascevano le sue opere:
"Quando ti viene ti viene, non c'è nulla da fare."

E poi le sculture. Nella sua vecchia abitazione ubicata nel centro storico ce ne sono tantissime, molte delle quali furono anche esposte in una mostra che si tenne anni fa proprio a Gradoli. Allora, molti cittadini e non solo, acquistarono alcune sue opere. Fra le più belle ci sono un autoritratto in creta e le teste dei suoi genitori, somigliantissime, ma soprattutto terribilmente espressive. Il "Selvaggio" (così era chiamato Sante Bassanelli in paese e non solo) era capace di dare ai suoi oggetti un'intensità tale da trasmettere il suo amore per la materia, per la terra, per ciò che nasce senza forma e riesce a diventare qualsiasi cosa, persino il viso stanco, arrabbiato o deluso di una persona cara. Ma veniamo al suo curriculum: autodidatta, ha cominciato a dipingere e modellare la creta da giovane. Emigrato per lavoro in Germania, a Francoforte ha seguito corsi serali di pittura. Successivamente, stabilitosi a Milano, ha continuato la sua attività di pittore e scultore esponendo in numerose mostre personali e collettive in varie città, ricevendo riconoscimenti, premi e critiche favorevoli. Sue opere sono presenti in alcune piazze di Gradoli e nelle sale di palazzo Farnese

Annamaria Socciarelli

Corriere di Viterbo Martedì 22 Novembre 2011

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