Basta varcare l'ingresso dello studio di via delle Piagge per capire il valore professionale, artistico e, senza dubbio, umano di Francesco Biganzoli.
Definirlo semplicemente un fotografo, senza il rischio di esagerare, è riduttivo: dopo trent'anni di scatti nella Tuscia questo ironico e carismatico personaggio può essere considerato vero e proprio "patrimonio" viterbese.
Dopo anni di onorata carriera Francesco Bignazoli, di storie per scatti, ne ha davvero molte da raccontare.
Sono storie fatte di immagini poetiche che ritraggono le ricchezze di questa terra generosa, splendidamente riflessa negli occhi di chi attraverso l'obiettivo ha saputo renderla arte.
Parlare con lui, osservare gli oggetti che ingombrano piacevolmente il suo studio, tra antiche macchine fotografiche, cimeli dal sapore retrò e foto incantevoli, è una continua scoperta.
Come se attraverso ciò che lo circonda sia possibile, come succede con un negativo in camera oscura, prendere visione di una vita spesa a cantare la Tuscia, a rubare momenti e immagini rese immortali sulla carta fotografica.
"Sono qui dal 1978, sono trent'anni che questa terra ispira i mie scatti - esordisce il fotografo di Bardello (Varese), viterbese d'adozione -.
Da Milano dove lavoravo nel mio studio di Via Giovanna d'Arco decisi di trasferirmi qui dopo aver girato in lungo e in largo l'Italia alla ricerca di un luogo dove vivere la vita, per fuggire dallo stress della grande città, ma anche per ritrovare il mai dimenticato fascino della vita semplice e a contatto con la natura.
A Viterbo ho ricominciato tutto da capo, ma ho l'orgoglio di affermare che l'ho fatto da solo, fino a diventare come amo definirmi, molto noto, ma poco conosciuto - sorride -.
Cosa intendo? In sintesi questa definizione rappresenta il mio modo di lavorare: sotto tono, senza cercare troppo clamore e rulli di tamburi per vantare lavori e commissioni importanti."
E non deve essere stato semplice per un professionista già affermato lasciare una città come Milano dove aveva eseguito lavori di alto livello per clienti come Koh-I-Noor, Montedison, Brionvega, Lancaster, Pierrel e ripartire da zero anche perché non sempre la committenza locale di allora sapeva apprezzare in pieno l'alto grado tecnico e la qualità creativa del suo lavoro.
Ma adesso sono difficoltà superate, oggi Francesco Biganzoli è quasi un'istituzione a Viterbo sia per il suo lavoro professionale sia per la simpatia e la stima che riscuote presso chiunque abbia la fortuna di conoscerlo.
Dopo trent'anni di scatti nella Tuscia questo vate di una terra d'adozione festeggia la sua fortunata carriera con una mostra che si svolgerà in dicembre in alcune delle location più suggestive della città.
"Lo considero un omaggio ai viterbesi, con questa mostra voglio far vedere loro quanto sia incantevole la loro terra attraverso gli scatti che ho rubato in questo lungo arco di tempo.
Sono foto in cui non c'è nulla di artistico: ho solo osservato e ritratto certi luoghi, certi personaggi così come appaiono."
Sarà pure la bellezza dei soggetti ritratti ma di arte e poesia in questi scatti ce n'è da vendere: c'è lo sguardo di un uomo che è riuscito a catturare non solo i monumenti storici e viventi di questa terra, ma ha saputo tradurre con la sensibilità di un vero artista il volto, l'essenza nitida e reale di una terra straordinaria,
"troppo spesso invisibile agli occhi dei viterbesi."
"Sarà che, come succede con la propria moglie, quando si ha sotto gli occhi tanta bellezza si rischia di abituarsi e ignorarla - sorride - ma quello che ho avuto il piacere di vedere e ritrarre in questi anni è qualcosa di veramente unico, qualcosa di prezioso che merita di essere valorizzato e reso visibile molto di più di quanto lo si faccia di norma."
Mentre racconta la sua vita Francesco Biganzoli mostra le sue foto ispirate dalla musa Tuscia: Tuscania, Calcata, il lago di Bolsena, le fontane e gli scorci del centro storico e perfino alcuni tratti dell'Urcionio attraverso il suo sguardo dietro l'obiettivo appaiono ancora più belli.
Di certo non grazie alla rielaborazione grafica, ma semplicemente perché chi le ha dato vita ha saputo riassumere in un solo scatto tutta la naturale bellezza di certi luoghi.
Osservando questi splendidi scatti è possibile godere degli incantevoli scorci che per abitudine o distrazione appaiono i soliti, quelli che passando si vedono tutti i giorni senza apprezzarne in pieno il valore e la bellezza.
Davanti alle foto di Francesco Biganzoli è possibile riscoprire la Tuscia e innamorarsene di nuovo...
Un piccolo, grande miracolo.

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