Incontro con i cavalieri templari e il Sacro Graal

Chi furono i Templari e che ruolo ebbero? Perché furono sterminati? Cosa era il Sacro Graal? Tutte domande che si pongono da tempo e alle quali, con una visione anche viterbese, tenta di dare una risposta la conferenza dal titolo:
"Incontro con i cavalieri templari e il Sacro Graal"
organizzata dall'associazione Nimpha di Viterbo.
L'incontro si terrà oggi pomeriggio alle ore 16,30 presso la sala convengni della Confindustria.
I relatori saranno Felicita Menghini Di Biagio e Giovanni Izzo.
Si parlerà dei templari nella Tuscia, fino allo scioglimento del loro ordine agli inizi del XIV secolo e qui confluiti con i cavalieri di Malta.
Si parlerà anche del Sacro Graal, con un contributo di conoscenza al di la del mito.
Affacciandosi dal parapetto sinistro del ponte della Cattedrale di San Lorenzo si scorge, nascosto fra i tetti delle costruzioni sottostanti, il modesto ma caratteristico campanile a vela di una delle chiese più singolari e ricche di storia di Viterbo: Santa Maria in Carbonara.
Costruita ai margini di una ripida discesa che nel Medioevo attraversava, tagliandola in due, la popolosa contrada "La Valle" (oggi Via S.Antonio), la chiesa deve la sua curiosa titolazione alla presenza in loco di una carbonaia, o carbonara, ossia di uno dei tanti fossati che anticamente si scavavano a ridosso della cinta muraria, a scopo difensivo, e si riempivano di materiale combustibile per darvi fuoco in caso di attacco nemico.
Si fa risalire la nascita di S.Maria in Carbonara all'inizio del XII secolo; ipotesi peraltro confermata da una iscrizione, un tempo leggibile nella chiesa, che recava il nome di un tal Petrus Filius Bentivegna.
Non esistono riscontri che permettano di affermare se in origine S.Maria in Carbonara appartenesse al clero viterbese o se, invece, fosse una dipendenza dell'abbazia di Farfa.
Sappiamo, invece, per sicuro che durante l'età di mezzo la chiesetta divenne proprietà dei Cavalieri dell'Ordine del Tempio, perché più volte menzionata nei verbali e negli atti del famigerato processo che li vide protagonisti.
Ai Templari di Viterbo pare fosse affidata la vigilanza della via Francigena e delle strade di accesso all' Abbazia di San Martino al Cimino appartenente ai monaci cistercensi.
Il loro ruolo fu ovviamente di gran peso sia nelle elezioni papali, sia nella mediazione politica con gli altri regni cristiani, sia nella riorganizzazione delle crociate.
Per la storia va ricordato che proprio da Vetralla fu bandita da Innocenzo II (su incitamento di san Bernardo, fondatore dei circestensi) la seconda crociata, quella che vide il formarsi dell'Ordine del Tempio

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