Una zona industriale a Prataroni ... che non c'é

"La zona industriale di località Prataroni? é abbandonata a se stessa da anni e nessuno si è mai preoccupato di sistemarla e di farla decollare come dovrebbe."
Questo è l'amaro sfogo di un noto imprenditore civitonico, Gastone Vitali titolare dell'azienda Varm, che con disappunto mette in evidenza una situazione assai incresciosa, degna non di una potenza industriale quale è l'Italia, ma di un Paese del Terzo mondo.
"Il nocciolo di tutta la questione che riguarda la zona industriale - spiega Gastone Vitali- non è pagare o non pagare la propria quota per lo smaltimento dei liquami nel depuratore, bensì le condizioni pietose in cui versa l'intera area e tutte le opere ancora incompiute.
Considerato che lo statuto consortile prevede la gestione di una serie di servizi e di prestazioni, come poteva insediarsi un consorzio se le opere di urbanizzazione non sono state ancora terminate? é davvero un controsenso."
e aggiunge:
"Si deve gestire qualcosa che non esiste! Oppure significa che il Consorzio Prataroni aveva solo l'obbligo di occuparsi della depurazione."
In una missiva inviata al sindaco Massimo Giampieri, in risposta ad una ordinanza inerente la zona industriale, l'imprenditore civitonico scrive:
"é senza dubbio doveroso da parte sua, anche nel ruolo istituzionale che ricopre, denunciare chi ha provocato questi numerosi danni che tra l'altro penalizzano solo le aziende che operano nel contesto."
"Come già comunicato tramite raccomandata - isniste Vitali -, le ricordo che la Varm non svolge più attività produttiva dal 1° gennaio 2006.
Inoltre tengo a precisare che la mia azienda opera da 30 anni in questa area industriale da sempre priva di ogni servizio.
Ad oggi lo stato di degrado delle strade, dei marciapiedi e dell'illuminazione, con pali caduti e cadenti, è evidente."
e incalza:
"Voglio ricordarle che 45 aziende avevano dato la loro adesione al Consorzio a condizione che fossero stati ultimati tutti i servizi della zona industriale di località Prataroni.
Purtroppo questo non è mai avvenuto."
Insomma una critica radicale e documentata che esprime forti dubbi sulla natura e la ragione d'essere del consorzio stesso.
"Ci chiedono - conclude l'imprenditore Gastone Vitali - di pagare delle quote aziendali senza però comunicare l'importo reclamato.
D'altro canto come possono farlo se non esiste infatti una ripartizione millesimale per ogni singola azienda? Ribadisco il mio concetto: senza servizi e opere di urbanizzazione completati, cosa doveva gestire il consorzio?."
Insomma, una situazione piuttosto complicata dal momento che Vitali sottolinea il degrado in cui verte l'area e soprattutto il fatto che le opere di urbanizzazione sono ancora da finire

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