"No, in quella zona di Castel d'Asso non ci sono vincoli. E non facciamo nessuno stoccaggio di amianto. La nostra attività, da sempre, è quella della saldatura e verniciatura. É vero: siamo abilitati a rimuovere l'amianto, ma non lo abbiamo mai stoccato."
Lo stoccaggio, infatti, è a cura di un'altra società. Andrea Ciccarelli, titolare della Cosmet, società che, dal 1970, opera nel campo della carpenteria metallica (soprattutto travature e serbatoi), tiene a mettere le cose in chiaro.
É stato sentito (come persona informata dei fatti, testimone) nell'inchiesta avviata dalla Procura di Viterbo in seguito a un esposto e che, come oggetto, ha lo spostamento della Cosmet - attualmente in via Santa Lucia - a Castel d'Asso, sul presupposto che, nell'area industriale del Poggino, non vi fosse spazio.
"Noi - dice Ciccarelli - abbiamo bisogno di almeno duemila metri quadrati, dello spazio per la struttura e di un posteggio."
Al Poggino, dunque, non c'era posto sufficiente. Quel posto, invece, c'era a Castel d'Asso. Contro la presenza della Cosmet a Castel d'Asso, però, è stato presentato un esposto. E, in seguito a quell'esposto, sono finiti sott'inchiesta in tre: l'ex assessore all'Urbanistica, Tofani, la dirigente di settore, dottoressa Lanzillotta, e un tecnico.
Secondo l'accusa, potrebbero aver commesso un falso ideologico sostenendo, appunto, che al Poggino non c'era posto.
L'andamento delle indagini, finora, sembrerebbe corroborare la bontà delle scelte dell'amministrazione.
Gli esponenti, tramite l'avvocato Iezzi, hanno però presentato, alla Procura, una richiesta, afficnchè fosse acquisita una loro consulenza di parte secondo la quale, al contrario, quello spazio, al Poggino, c'era davvero.
La Cosmet, in ques! ta storia, sembra essere finita in mezzo a un fuoco incrociato! . Da una parte l'esposto, dall'altra l'azione di sfratto da parte del proprietario della sede (quella storica) di via Santa Lucia, dove la ditta è attualmente in affitto.
Venticinque dipendenti, se un nuovo spazio non dovesse essere trovato, sarebbero a rischio. Lo sottolinea Ciccarelli. Che aggiunge:
"Mi auguro che la Procura faccia presto."
La speranza, per lui, è che il caso si definisca rapidamente, permettendo alla Cosmet di trovare comunque, da qualche parte, una sua sede.
Invece, adesso, c'è il rischio che, da parte degli inquirenti, si tenda a "leggere" la vicenda Cosmet nel contesto delle più ampie e articolate vicende di Palazzo dei Priori su cui, ormai globalmente, si indaga da tempo.
Non è un caso che, accanto all'inchiesta sul Cev, vi sia quella sull'Urbanistica. Un fronte "caldo". Un frammento, l'inchiesta Cosmet, di un'inchiesta ben più ampia e complessa? Per il momento, di certezze, non ce ne sono.
Ma il sospetto, in qualche m! isura, è fondato.
"Io - dice Ciccarelli - non ho mai pagato tangenti a nessuno, mai versato un euro."
La Cosmet, quando s'era insediata a Santa Lucia, pensava di aver trovato una sede "vergine", lontano dall'abitato.
Adesso, invece, in quell'area, c'è di tutto: compreso un grosso centro commerciale

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