Concerto di Capodanno 2009 a Viterbo

Dopo il grande successo del concerto del 29 dicembre con gli Alabama gospel choir, il teatro Unione ospiterà domani, 1° gennaio, il tradizionale concerto di Capodanno.
"Grazie al contributo della Fondazione Carivit - spiega il sindaco Giulio Marini - è stato possibile organizzare uno spettacolo senza precedenti, per la bravura e la professionalità dell'Orchestra sinfonica del Tuscia Operafestival, diretta dal maestro Stefano Vignati."
La manifestazione inizierà alle 18,30 e il biglietto di ingresso avrà un costo di 10 euro.
"Sarebbe opportuno - aggiunge a proposito, Aldo Perugi, presidente della Fondazione Carivit - che si riuscisse a devolvere almeno una parte degli incassi per fare beneficienza.
Per noi, infatti, appoggiare queste iniziative non significa soltanto promuovere la cultura e cercare di diffonderla, ma anche dare un contributo concreto a chi è meno fortunato.
Sappiamo, anche consultando le ultime statistiche del 'Sole-24 Ore', che Viterbo è tra i primi posti nel campo dell'arte e in particolar modo della musica, ma vogliamo che a tutto ciò sia affiancato anche qualcosa di ancora più nobile."
Per quanto riguarda il programma, il maestro Vignati concede soltanto qualche assaggio.
"Non voglio svelare tutto quello che abbiamo preparato - confessa - perché preferisco che il pubblico sia sorpreso dalle novità e rimanga con la curiosità di ascoltarci fino all'ultimo momento.
Posso soltanto anticipare che una parte dello spettacolo rispecchierà la tradizione, mentre nell'altra gli artisti si cimenteranno in pezzi musicali per larga parte italiani."
É fuor di dubbio, quindi la presenza del valzer viennese, ma c'è da aspettarsi molto di più. Oltre ai brani in musica, poi, saranno anche recitati dei pezzi celebri da Paolo Manganiello e Chiara Palumbo, attori che cercheranno di strappare qualche risata ai presenti.
Il gran finale resta ancora segreto.
"Dico soltanto - continua Stefano Vignati - che sarà un momento di riflessione profonda, con un tono più serioso rispetto al resto dello spettacolo, ma di certo non meno coinvolgente."
L'ensemble è composta da 40 elementi: tutta l'orchestra del Tuscia Operafestival più alcuni professionisti della Nuova Amadeus di Roma, che aiuteranno i musicisti viterbesi a salutare il nuovo anno con un concerto indimenticabile.
Per concludere, è importante ricordare che anche il manifesto scelto per l'evento ha un'importanza non indifferente.
La lampada, scelta da Vignati, ricorda infatti il Futurismo che nel 2009 festeggia 100 anni e vuole essere un simbolo di gioia e di luce, in modo da illuminare il cammino di tutti nel corso del nuovo anno

2 commenti

  1. Anonimo  

    5 gennaio 2009 10:27

    Ho assistito al Concerto di Capodanno e sono rimasto a dir poco sconcertato.
    Inannzi tutto i due figuri (ampollosamente definiti "voci narranti") che con monologhi di dubbio gusto pensavano di poter divertire il pubblico ed invece lo hanno solo disturbato, interrompendo continuamente il discorso musicale.
    Poi il finale, con le prime battute della "Marcia di RADETZKI" appena accennate e subito interrotte ed il conseguente panegirico su tutte le nefandezze compiute dal Generale Austriaco durante l'occupazione del Lombardo-Veneto.
    Ora, nessuno discute sulla gravità dei crimini compiuti all'epoca dagli occupanti austriaci, ma motivare così la cancellazione dal concerto del pezzo musicale di Strauss in assoluto più famoso del mondo, mi ricorda la famosa battuta di Alberto Sordi nel "Marchese del Grillo" quando decide di non pagare il falegname, che pure aveva fatto un eccellente lavoro, solo perchè era Giudeo ed i Giudei avevano crocifisso Cristo (testuale "Potrò ancora esse' 'npò inc...to pe' 'sto fatto?").
    Oppure vogliamo dichiarare guerra all'Austria??
    Questi atteggiamenti di facile nazionalismo sembrano dettati più da influenze "culturali" padano-leghiste che da reali valutazioni di tipo storico-culturale.

  2. Giulio Presutti  

    6 gennaio 2009 00:05

    Ma per favore.
    Innanzitutto firmati, o forse ti vergogni delle cavolate che scrivi.
    Il pezzo di Strauss, che tu definisci "il più famoso del mondo", fa letteralmente schifo: Strauss né ha scritti di più belli, primo fra tutti "Sul bel Danubio blu". E xomunque la mancata esecuzione della marcetta ridicola non è dovuta al fatto che Strauss fosse austriaco e sostenitore del dominio austo-ungrico sul lombardo veneto, bensì dal fatto che proprio quella marcia è stata composta per celebrare ed osannare la repressione del patriottismo italiano.
    Di sconcertante pertanto è stato solo il tuo commento.

    Giulio Presutti

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