I Misteri degli Etruschi nella Tuscia

Li conosciamo attraverso i libri di storia, e di loro sappiamo davvero poco, ma in questo spazio, vi condurremo per mano, come fanno gli adulti con i bambini, alla scoperta dell'affascinante e straordinaria civiltà Etrusca.
Siamo i depositari di un immenso tesoro, viviamo in una terra fantastica che ha accolto e testimonia ancora la vivida presenza di un popolo dalle mitiche e ancestrali leggende.
Chi sono gli Etruschi? Da dove venivano? Questi i quesiti più ricorrenti che storici e archeologi da sempre si pongono.
Le Origini
La teoria di Erodoto (storico greco di Alicarnasso), famoso per aver scritto e conosciuto paesi e persone nei suoi viaggi, ci parla della "migrazione tirrenica" avvenuta intorno all'XI sec a.C.,dove una parte dei Tirreno - Etruschi, avrebbe abbandonato le proprie sedi storiche (Lemno, Imbro, Samo e Smirne), in seguito a conflitti e carestie per andarsi ad insediare stabilmente nella principale colonia mineraria del centro Italia, fondendosi con le popolazioni già presenti, dando quindi origine al popolo Etrusco.
L'antico nome di Tirreni (dal greco Tirseni) deriva da Tirreno figlio del Re Lidio Atys.

La Lingua
Ecco il primo dei misteri.
Molti studiosi, soprattutto i filologi, sono concordi nel confermare che la lingua Etrusca nella sua struttura basilare non è riconducibile a nessun ceppo linguistico conosciuto; vale a dire che la sua origine rimane un enigma.
La lettura dell'alfabeto Etrusco e delle parole non presentano nessuna difficoltà, ma il significato di alcune di esse rimane un mistero.
Si è sostenuto che l'Etrusco non è una lingua Indoeuropea (vale a dire originata dal sanscrito dell'India) come è il caso invece del Greco e del Latino.
Essendo gli Etruschi un popolo di ceppo "pelasgico" cioè nomade sia per mare che per terra, è possibile e vada considerata l'idea di varie contaminazioni con altre genti e lingue.

La Religione
Questo è l'argomento più delicato e complesso.
Sintetizzando il tema, che meriterebbe uno spazio più ampio, ci limiteremo ad esporre che era un popolo religiosissimo.
Il rapporto tra gli dei e gli uomini costituiva la "disciplina Etrusca".
Essa è stata rivelata attraverso le profezie di esseri superiori come il fanciullo Tagete, nato con la sapienza di un saggio, e la ninfa Vegonia, i quali avrebbero dettato le verità soprannaturali e insegnato agli uomini come avvicinarsi ad esse.
La divinazione era lo studio dei tuoni e dei fulmini, codificato nei libri Fulgurales, con le istruzioni per evocare, dominare e guidare le folgori.
Riti complessi seguivano alla caduta di un fulmine in un determinato luogo che veniva recintato e dichiarato "sacro" per la presenza di ferro meteorico vitale per gli Etruschi.
La divinazione Aruspicina praticata dagli Aruspici, era un'osservazione delle viscere degli organi degli animali quali polmoni, milza, cuore ma soprattutto il fegato.
Esse venivano estratte ancora palpitanti dai corpi di buoi, cavalli e pecore.
Gli Aruspici erano dei veri e propri sacerdoti che ponevano l'attenzione sullo studio del fegato ritenendolo corrispondente alla divisione della volta celeste ovvero nord-sud-est-ovest.
Venivano utilizzati dei modelli in bronzo nei quali venivano riprodotte le ripartizioni e i nomi delle divinità.
Questi particolari reperti sono stati esposti recentemente al museo civico di Viterbo Rocca Albornoz in ottobre, in occasione della mostra sugli Etruschi e la volta Celeste.
Centro e cuore della vita Etrusca, è il mitico Fanum Voltumnae, posto nella fitta selva del Lamone intorno al lago di Bolsena, si estendeva sino a Tarquinia formando un "luogo sacro" al confine tra cielo e terra.
Qui i Lucumoni delle dodici città sacre, si riunivano ogni anno per eleggere un nuovo sacerdote.
Il collegio dei Lucumoni era formato da dodici sommi sacerdoti abbigliati con veste color porpora, un copricapo conico che fungeva da ricettore per energie celesti.
I Lucumoni erano medici-sciamani che viaggiavano nei mondi astrali acquisendo prodigiose conoscenze utili per la comunità.
La Società Sicuramente di tipo matriarcale.
Ebbene comandavano le donne, partecipavano in tutti gli aspetti della vita pubblica e privata.
Le donne Etrusche potevano trasmettere il proprio cognome ai figli, soprattutto le classi più elevate della società.
Le case dei ricchi pullulavano di schiavi adibiti alle più svariate funzioni, venivano importati come merce o catturati in battaglia.Esisteva anche il ceto medio che era rappresentato da agricoltori, commercianti e artigiani.
Queste categorie nascono intorno all'età arcaica(XI sec A.c.) quando cominciano a prendere coscienza delle proprie capacità.
Non disdegnavano la promiscuità eterosessuale e omosessuale, vivevano circondati dal lusso per le cose belle e preziose, e amavano cospargersi con unguenti profumati ed essenze naturali.
Essenzialmente pacifici, rispettosi della natura, ci lasciano tesori di inestimabile valore storico umano e artistico.

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