I cinquecento anni della collocazione delle lunette in ceramica invetriata sulle porte del Santuario della Madonna della Quercia verranno ricordati oggi con una giornata di studio incentrata, in particolare, su 'Andrea della Robbia e le lunette del Santuario' ma con riferimenti storici e artistici di ampio respiro.
La giornata inizierà alle 10 con il saluto delle autorità e l'intervento del vescovo di Viterbo, monsignor Lorenzo Chiarinelli.
A moderare l'incontro con numerose relazioni sarà il parroco e rettore del santuario, don Angelo Massi.
Sono previste le relazioni di: Gianfranco Ciprini (L'archivio di Santa Maria della Quercia); Giovannino Fatica (Il restauro delle lunette di Andrea della Robbia a Santa Maria della Quercia); Romualdo Luzi e Luca Pesanti (Il Santuario della Quercia e i ceramisti di Bagnoregio); Simona Rinaldi (La tecnica dell'invetriatura nel rilievo ceramico della Cappella Mazzatosta a S.Maria della Verità); Andrea Muzzi (Gli artisti della Congregazione di San Marco: Andrea della Robbia a S.Maria della Quercia); Daniela Gavallotti Cavallero (Il busto di Giovan Battista Almadiani e la lunetta di terracotta invetriata del Museo civico di Viterbo); Enrico Parlato (Benedetto Buglioli a S.Cristina a Bolsena).
Il Santuario sorse all'inizio del XVI secolo intorno all'immagine raffigurante una Madonna con Bambino che secondo la tradizione era stata affissa ad una quercia allo scopo di fornire protezione al territorio.
Il modesto edificio costruito inizialmente a circondare la quercia venne sostituito da un complesso conventuale domenicano.
La chiesa venne costruita in stile architettonico pienamente rinascimentale. Presso i tre portali si trovano lunette decorate dalle ceramiche invetriate di Andrea della Robbia con al centro il trionfo della Vergine e ai lati quelle dedicate a San Pietro Martire e San Tommaso d'Aquino, ambedue domenicani, il secondo "Dottore della Chiesa".
Da ricordare, inoltre il fastoso soffitto a lacunari di Antonio da Sangallo il Giovane, il tabernacolo di Andrea Bregno e lo splendido coro intarsiato di scuola fiorentina.
Espressione unica della cultura e dell'arte fiorentina nel Viterbese. Il santuario si ammira in tutto il suo splendore percorrendo il viale alberato che papa Paolo III fece aprire nel 1540.
La devozione mariana ebbe origine nel tardo- medioevo quando il volto della Madonna, dipinto su una tegola, fu appeso al tronco di una quercia, a protezione di una vigna.In breve attorno alla terracotta si verificarono eventi straordinari.
Nel 1467, il popolo viterbese liberato da una terribile pestilenza dopo aver invocato l'aiuto della Madonna, tenne fede al voto fatto e lì, dove cresceva la quercia, si costruì il santuario

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