Una delle istituzioni più innovative, collegate al mondo accademico e fortemente legate alla ricerca è l'Orto botanico di Viterbo, un vero e proprio giardino delle meraviglie.
E proprio l'Orto Botanico dell'Università della Tuscia organizza il primo corso teorico-pratico per il riconoscimento delle piante "Buone da mangiare" che si terrà nel prossimo mese di marzo.
Fino al 28 di questo mese ogni venerdì e sabato. Dalle 14 alle 18 venerdì e dalle 9 alle 13 il sabato. Il desiderio di conoscere le pratiche alimentari in uso nel mondo contadino e di recuperare tradizioni del passato portano ad apprezzare le erbe spontanee dei campi e quindi, prima di ogni altra cosa, a volerle conoscere.
Il corretto riconoscimento botanico delle piante commestibili è fondamentale soprattutto per distinguerle da quelle tossiche, anch'esse presenti in natura e talvolta nei medesimi luoghi..Gli ambienti in cui vivono possono apparire di scarso valore conservazionistico e per questo sono poco visitati dai cercatori di piante rare e dagli amanti della natura; un prato incolto, il margine di una strada sterrata, una scarpata al sole, un oliveto, un campo a riposo sono invece le principali mete dei cercatori di erbe dei campi buone da mangiare.
Il confronto fra le esperienze di varie generazioni, accomunate dal desiderio di riconoscere tra le molteplici specie vegetali l'una o l'altra pianta utile perché buona da mangiare, si rivelerà stimolante e piacevole.
Il corso è, ovviamente, a pagamento.Le lezioni saranno tenute dai docenti: professoressa Anna Scoppola, Edda Lattanzi e da personale dell'Orto Botanico.L'occasione è, però, al di là del corso, quella di tenere in grande considerazione una struttura di così grande valore naturalistico come l'Orto Botanico di Viterbo istituito in seguito ad una convenzione stipulata nel 1985 tra l'Università, il Comune di Viterbo e l'Opera Pia Patrimoni su un'area, in località Bulicame, ceduta per tale scopo da quest'ultima.
L'area del Bulicame é situata nella piana viterbese alle ultime propaggini dei Monti Cimini ed é caratterizzata da una bassa collina tronco-conica, alla sommità della quale si trova una sorgente di acqua calda sulfurea.
La zona é ricca di resti archeologici di epoca etrusca e romana. Alcuni storici ritengono che in questa zona fosse il Fano di Voltumna, il luogo sacro agli etruschi presso il quale si riunivano annualmente i lucumoni delle città della confederazione; in epoche successive fu sede di importanti terme romane che Strabone descrisse come rivali delle terme di Baia.
Il complesso si estende su una superfice di 15 ettari ed é suddiviso nell'Orto Botanico (6 ettari), situato nella parte piu' bassa e ospitale, e nel Parco del Bulicame (9 ettari) che include la sorgente calda sulfurea.

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