Festival del Cortometraggio Filoteo Alberini di Orte

Il mito Filoteo Alberini, pioniere del cinema, e un secondo mito, Roberto Rossellini, protagonista della stagione più affascinante del cinema italiano.
I due miti si incontrano a Orte dove, come ogni anno, ritorna, l'appuntamento con il "Festival del Cortometraggio Filoteo Alberini", dedicato all'omonimo pioniere del cinema Mondiale.
Il festival è in corso e si concluderà domenica sempre a Orte. In occasione della 3° edizione verrà consegnato il primo premio Filoteo Alberini per la carriera ad un illustre personaggio del cinema Italiano.
La terza stagione si arricchisce inoltre di nuovi eventi, infatti oltre alla proiezione del film del già giurato Matteo Rovere "Un gioco da ragazze", un'operazione di grande rilievo è la proiezione in versione restaurata il capolavoro del neorealismo "Roma città aperta", di Roberto Rossellini, impreziosita dalla presenza del figlio, produttore di fama Renzo Rossellini.
Oggi pomeriggio ci sarà un salto indietro nel tempo con l'intervista improbabile a Filoteo Alberini messa in scena dal regista teatrale narnese Germano Rubbi.
Alberini, nel 1894, traendo spunto da un'invenzione di Thomas Edison, il kinetoscopio (una macchina dotata di manovella che azionata permetteva di vedere tramite una lente i movimenti di alcuni fotogrammi posti su una pellicola interna), inventò e brevettò il kinetografo, un apparecchio per la ripresa e la proiezione; tale invenzione avvenne un anno prima di quella dei fratelli Lumière, ma, a causa di un intoppo burocratico, il Ministero dell'Industria e Commercio rilasciò il brevetto (n° 245032) un anno dopo la richiesta di Alberini, precisamente nel dicembre 1895, nello stesso mese e anno in cui i Lumière proiettarono per la prima volta L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat.
Affascinato da tale nuova invenzione e forma d'arte, Alberini fondò nel 1905 con l'amico Dante Santoni lo "Stabilimento italiano di manifattura cinematografica Alberini e Santoni", che nel 1906 cambierà nome in "Cines", con sede a Roma, nel quartiere San Giovanni.
Nel 1905 girò "La presa di Roma", primo lungometraggio italiano a soggetto. Tale pellicola era lunga 250 metri (generalmente all'epoca la lunghezza media era di 60 metri) e costò 500 lire.
Il festival di Orte per il terzo anno ricorda questa figura di pioniere. Con molti sforzi questo anno si è riusciti ad avere una giuria di altissimo profilo professionale, infatti oltre al 3 volte presidente della giuria Giovanni Visentin la giuria vede tra le sue file Enzo Porcelli, (produttore), Antonio Carloni (istituto Luce), Cecilia Dazzi, (attrice), Mario Mazzarotto(produttore), Antonio Mancini (attore), Tani Canevari (direttore della fotografia), Andrea Di Saro

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